Procedimento UEFA contro Stella Rossa: cori a favore di Mladic
DALLA NOSTRA CORRISPONDENTE
BRUXELLES – La UEFA ha avviato un procedimento disciplinare contro la squadra serba Stella Rossa di Belgrado, in risposta ai cori intonati dai suoi tifosi in onore di Ratko Mladic, ex generale condannato per genocidio e crimini di guerra, riporta Attuale.
Il club serbo è stato accusato di comportamenti inaccettabili durante una partita di Europa League contro il Viktoria Plzen, svoltasi il giorno della morte di Mladic. Durante questa partita, i tifosi hanno esposto striscioni con la scritta “Generale, gloria eterna e grazie” e hanno intonato cori a favore del condannato, suscitando indignazione tra le organizzazioni che commemorano le vittime del genocidio di Srebrenica.
Il Memoriale di Srebrenica ha presentato una denuncia ufficiale alla UEFA, chiedendo la squalifica permanente della Stella Rossa dalle competizioni europee. L’ente ha dichiarato che un club che utilizza i propri canali per glorificare un individuo condannato per genocidio non può ridurre questo comportamento a quello dei tifosi. La UEFA ha formulato tre capi d’accusa contro la Stella Rossa: «comportamento razzista e/o discriminatorio», «trasmissione di un messaggio non adatto a un evento sportivo» e «condotta scorretta della squadra».
Il Meccanismo residuale dell’Onu ha dichiarato di non poter specificare la tempistica del rimpatrio della salma di Mladic dalla sede del tribunal, mentre la famiglia dell’ex generale avrà la responsabilità di decidere il luogo della sepoltura. Questo caso continua a rappresentare una ferita profonda nella società serba, dove Mladic è visto come un eroe da una parte della popolazione, nonostante il suo passato criminale.
La UEFA si trova ora a gestire questa situazione delicata, in quanto l’immagine dello sport europeo rischia di essere compromessa da simili episodi che alimentano il nazionalismo e il revisionismo storico, ponendo interrogativi su come affrontare il legame tra sport e ideologie. La reazione della UEFA sarà attesa con interesse, così come la risposta del governo serbo e della popolazione di fronte a queste accuse che mettono in luce le divisioni ancora esistenti all’interno della regione.