Ancona, 26 luglio 2025 – La ex amante lo accusa di molestie, che avrebbe subito per tre mesi in seguito a una separazione, ma la moglie tradita lo difende e ottiene l’assoluzione per il marito, riporta Attuale.
La potenza del perdono si è manifestata anche nelle aule di tribunale. Ieri, la sentenza del giudice Pietro Renna ha chiuso una vicenda complessa nel tribunale di Ancona, emettendo un verdetto di assoluzione per l’imputato, un funzionario pubblico di 63 anni di Osimo: “Il fatto non sussiste”. Per comprendere il motivo di tale decisione, si dovrà attendere la pubblicazione delle motivazioni, che arriveranno tra 90 giorni.
Il corso degli eventi
Tutto è iniziato nel 2019, quando tra l’imputato, assistito dall’avvocato Rino Bartera, e la vittima, una donna di 54 anni anch’essa di Osimo, si è sviluppata una relazione extraconiugale, che è durata fino a giugno del 2023.
La relazione è stata interrotta, dando origine a due versioni distinte nel processo: da un lato, l’ex amante ha sostenuto di aver lasciato l’uomo dopo aver scoperto che non aveva interrotto il legame con la moglie; dall’altro, l’imputato ha affermato che era stato lui a porre fine alla relazione. Inizialmente, la ex amante ha denunciato per stalking, successivamente modificata in molestie.
Secondo l’accusa, l’imputato, tra il 30 ottobre 2023 e l’11 gennaio 2024, l’avrebbe inondato di telefonate e messaggi, arrivando a contattare i suoi familiari per cercare di ottenere un contatto. In un’occasione, sarebbe addirittura l’aveva inseguita in auto durante il tragitto da Filottrano a Osimo, mentre la vittima si recava da un consulente informatico per fornire prove da allegare alla denuncia.
Accuse e controaccuse
“È stato un incubo per me”, aveva dichiarato la parte lesa in una precedente udienza. Ieri, lei ha manifestato l’intenzione di ritirare la querela, ma l’imputato ha opposto resistenza, preferendo continuare. La moglie tradita ha rovesciato la narrativa, raccontando: “Quella donna mi ha perseguitato – ha detto in aula – telefonava incessantemente, promettendo che avrebbe fatto pagare a mio marito, sapeva tutto di noi, persino quando eravamo in vacanza mi contattava per sapere se ci fosse anche mio marito. Sono stata costretta a dimettere da un incarico politico per evitare di incrociarla continuamente”.
L’imputato ha rilasciato dichiarazioni spontanee, affermando: “Non ho mai impiegato violenza o molestie nei confronti di quella donna – ha dichiarato – la sua azione è stata solo una vendetta, dopo averle comunicato il mio desiderio di tornare con mia moglie, a cui porgo le mie scuse per averla fatta soffrire”.