Roma, 16 maggio 2026 – Il sergente maggiore maldiviano Mohammed Mahdi è morto per malattia da decompressione mentre era impegnato nel recupero dei corpi dei subacquei italiani in una grotta dell’isola Alimatha. Trasportato d’urgenza all’ospedale Adk dopo essersi sentito male subito dopo l’emersione, i medici non sono riusciti a salvarlo, riporta Attuale.
Cos’è la malattia da decompressione
La malattia da decompressione (MDD) si verifica a causa della formazione di bolle di gas (solitamente azoto) nel sangue e nei tessuti. Questa condizione, che può risultare letale, è comune nelle immersioni subacquee, ma può presentarsi anche in ambito aeronautico o durante operazioni di pressurizzazione in camera iperbarica. Il corpo è vulnerabile a questo tipo di malattia quando subisce una riduzione troppo rapida della pressione ambientale, come avviene durante una risalita troppo veloce verso la superficie durante un’immersione.
La legge di Henry e come si verifica il fenomeno
Alla base della MDD c’è la legge di Henry: “La quantità di gas dissolta in un liquido è direttamente proporzionale alla pressione parziale del gas in equilibrio con il liquido”. Quando un subacqueo scende in profondità, respira aria o miscele di gas a una pressione superiore rispetto a quella della superficie, accumulando azoto nei tessuti corporei e nel sangue.
Durante la risalita, la pressione diminuisce. Se questo avviene in modo lento e controllato, l’azoto viene eliminato attraverso i polmoni senza problemi. Tuttavia, se la risalita è rapida o non vengono rispettate le soste di sicurezza, l’azoto si trasforma in bolle che ostruiscono i vasi sanguigni e danneggiano i tessuti.
L’incidenza della MDD
La malattia si verifica in circa 2-4 immersioni su 10.000 tra i subacquei amatoriali, con un’incidenza maggiore tra i professionisti a causa delle profondità e della durata delle loro immersioni.
I sintomi principali
Le bolle d’azoto possono ostruire i vasi sanguigni (embolia) e danneggiare i tessuti circostanti. Gli effetti della MDD si classificano in due categorie:
– Tipo I (lieve) – Colpisce principalmente la pelle, il sistema linfatico e le articolazioni, ma non è letale.
– Tipo II (grave) – Colpisce gli organi vitali rendendola un’emergenza medica potenzialmente mortale, con rischi di paralisi o morte.
Come si cura
Il trattamento iniziale consiste nella somministrazione di ossigeno puro al 100% e nell’idratazione. La terapia definitiva prevede l’uso di una camera iperbarica dove la pressione viene aumentata per ridurre le bolle d’azoto e poi diminuita lentamente.
Come si previene
Per prevenire la MDD, i subacquei devono seguire regole rigorose:
– Risalire sempre lentamente (massimo 9-10 metri al minuto).
– Usare computer subacquei per monitorare l’assimilazione di azoto.
– Rispettare le soste di sicurezza anche nelle immersioni dentro i limiti di non decompressione.
– Evitare voli aerei per 12-24 ore dopo l’ultima immersione, per prevenire la formazione di bolle.