Il dramma delle morti sul lavoro in Italia
Roma, 26 luglio 2025 – “Non si muore seduti al tavolo di un Cda. Si muore nei cantieri edili, in fabbrica, in campagna”, ha dichiarato con fermezza Bruno Giordano, magistrato di Cassazione e fino al 2022 direttore generale dell’Inl (l’Ispettorato nazionale del lavoro), recentemente autore del libro Operaicidi insieme a Marco Patucchi, edito da Marlin Editore, con introduzione di Luciano Canfora. «, riporta Attuale.
Il problema delle parole
“Con parole e fatti” è la risposta a come si possa uscire da questa piaga che affligge il nostro Paese.
La pericolosità delle espressioni
“Morti sul lavoro e morti bianche sono termini fuorvianti. Queste espressioni alludono a una contabilità scritta dal destino, una resa al caso, un fatalismo da accettare passivamente. Niente di tutto questo. I decessi sul posto di lavoro avvengono non per caso, ma seguono una precisa causalità. Ciò è il risultato di azioni errate all’interno di contesti non idonei e in assenza di adeguati controlli”.
Morti recenti e statistiche allarmanti
Negli ultimi 24 ore si sono registrati altri quattro decessi: tre a Napoli e uno a Brescia. “Colpendo sempre categorizzazioni precise, i morti sul lavoro superano di cinque volte gli omicidi legati alla criminalità organizzata e venti volte i femminicidi. Una ridefinizione terminologica non è semplicemente un capriccio”.
Le responsabilità istituzionali
“Perché siamo in questo dramma? Perché nessuno sta svolgendo il proprio dovere con serietà. La politica, ad esempio, è sempre pronta a cedere alle pressioni delle lobby. Gli organi di vigilanza non collaborano tra di loro, ognuno è geloso delle proprie competenze. Le aziende, siano esse piccole o grandi, investono insufficiente in sicurezza e formazione”.
La patente a punti: una misura inefficace
La patente a punti per le aziende edili introdotta dal governo funziona?
“Assolutamente no. È solo una farsa. Riguarda soltanto le piccole e medie imprese, mentre le grandi sono escluse e ci sono ampi esoneri. Sarà efficace nel produrre poche sanzioni e trasmette un messaggio errato”.
Contraddizioni legislative
Quale messaggio sbagliato?
“L’idea di restituire i punti perduti a chi investe è contraddittoria. È come se si sospendesse la patente a un guidatore ubriaco per poi riottenerla se acquista un’auto di lusso. Questa normativa riempie le tasche dei consulenti, che addebitano tra 200 e 1.000 euro per le certificazioni, ma non serve ai lavoratori”.
Precarietà e subappalti
Quanto incidono sulla tragedia quotidiana di tre vittime al giorno?
“Sono fattori determinanti. Dove c’è paura di perdere il lavoro, la sicurezza diminuisce drasticamente e i risultati sono visibili e tragici”.
La necessità di un cambiamento
Nessun governo sembra capace di affrontare questo dramma. È possibile una soluzione?
“Servono iniziative ben strutturate e coordinate”.
Una sintesi delle soluzioni proposte
“Nel libro con Marco Patucchi, indico quindici misure”.
Quali sono le principali?
“In primo luogo, immeritato abolire la Patente a punti in edilizia. È fondamentale creare un’Autorità unica per la sicurezza sul lavoro che riunisca e coordini le attività dei diversi organi ispettivi esistenti, dall’Inps all’Inail, fino alle forze dell’ordine, per aumentare la capacità di controllo”.
Piani per migliorare
Quali ulteriori misure sono necessarie?
“È necessario istituire procure distrettuali del lavoro sotto una procura nazionale, secondo un modello simile a quello antimafia, poiché la specializzazione genera competenza e la competenza risulta in celerità. Infine, è indispensabile il gratuito patrocinio a spese dello Stato per le vittime di infortuni gravi sul lavoro. La vittima va considerata tale quando esercita il suo dovere e negare questa verità sarebbe un ulteriore torto a loro e alle loro famiglie”.