Morto Alex Zanardi, campione del paraciclismo e simbolo dello sport inclusivo

02.05.2026 09:55
Morto Alex Zanardi, campione del paraciclismo e simbolo dello sport inclusivo

Il lutto per Alex Zanardi

Bologna, 2 maggio 2026 – Si è spento all’età di 59 anni dopo anni di ricovero in ospedale a Padova. Alex Zanardi, campione del mondo di paraciclismo, è ricordato come un pilota di Formula 1 e un simbolo del paralimpismo, riporta Attuale.

L’annuncio è giunto dalla famiglia di Zanardi, nato a Bologna nell’ottobre 1966. Dopo un grave incidente automobilistico nel 2001, che lo costrinse all’amputazione delle gambe, Zanardi si dedicò al paraciclismo, conquistando quattro medaglie d’oro e due d’argento alle Olimpiadi di Londra 2012 e Rio 2016. Nel 2020, un tragico incidente durante una gara di beneficenza da lui organizzata, lo vide coinvolto in uno scontro frontale con un camion mentre viaggiava in handbike sulle strade di Siena.

Il drammatico incidente del 2020

Il terribile incidente da cui non si è mai ripreso avvenne il 19 giugno 2020. Zanardi si trovava a Pienza, in provincia di Siena, e mentre viaggiava in handbike si scontrò con un tir, durante una delle tappe della staffetta di Obiettivo tricolore, un’iniziativa che coinvolgeva atleti paralimpici in diverse discipline.

Le sue condizioni furono gravissime fin da subito e il lungo percorso di guarigione si rivelò estremamente difficile. Tra ricoveri e interventi chirurgici, Zanardi combatté per la propria vita e, nonostante le avversità, non abbandonò mai la sua passione per lo sport.

Chi era Alex Zanardi

Alex Zanardi (Bologna, 1966) è stato un ex pilota di F1, campione Cart e paraciclista, riconosciuto per il suo straordinario spirito di resilienza. Dopo aver perso le gambe nel 2001, tornò nello sport, conquistando meritatamente successi paralimpici e diventando fonte d’ispirazione per molti.

1 Comment

  1. Che tristezza. Alex è stato un simbolo di forza e determinazione. Ho sempre ammirato il suo spirito indomito, nonostante le avversità. La sua storia ci ricorda che non ci si può arrendere mai. Bologna ha perso un grande uomo, e il mondo dello sport un vero campione.

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