Il Cremlino minaccia la Polonia: tensioni crescenti nel contesto della guerra in Ucraina
Il Cremlino ha lanciato una severa avvertimento alla Polonia, accusandola di sostenere militarmente l’Ucraina, mentre critica i «media occidentali» per aver diffuso «racconti horror» sulla possibile aggressione militare russa verso Varsavia. Le dichiarazioni di Dmitry Peskov, portavoce del Cremlino, si inseriscono in un contesto segnato da crescente difficoltà russa nella guerra contro Kiev e da tensioni tra Ucraina e Polonia, oltre che dal recentissimo summit della NATO ad Ankara, riporta Attuale.
Peskov ha affermato: «Varsavia farebbe bene a riflettere sulla propria sicurezza. Non c’è nulla di buono nel fatto che in Polonia si trovino molte imprese che producono droni, i quali poi vengono lanciati contro di noi». Questa affermazione arriva in seguito a rapporti secondo i quali gli Stati Uniti avrebbero messo in allerta la Polonia riguardo a possibili «provocazioni armate russe» volte a testare la determinazione della NATO.
Le tensioni tra Mosca e Varsavia non sono un fenomeno nuovo. Da quando è scoppiata la guerra in Ucraina nel febbraio 2022, il Cremlino ha condannato ripetutamente il supporto politico e militare di Varsavia a Kiev. Oltre alle acquisizioni di droni russi sul suolo polacco, gli attacchi di Mosca hanno portato a un rafforzamento delle difese aeree polacche e a un aumento della presenza di forze NATO nella regione. Recentemente, però, è emerso un tentativo russo di influenzare negativamente l’opinione pubblica polacca contro l’Ucraina, un processo evidenziato anche dai ripetuti allarmi lanciati dai servizi segreti di Kiev nel 2024 riguardo alle ingerenze russe tra i sindacati polacchi.
A ciò si aggiunge una nuova ondata di tensioni legate a polemiche storiche e accuse di massacri avvenuti durante la Seconda guerra mondiale tra estremisti ucraini e polacchi. In quest’ottica, Volodymyr Zelensky ha recentemente conferito un’importante onorificenza a Varsavia in memoria di partigiani ucraini dell’epoca. Tuttavia, nello stesso tempo, si osserva un tentativo di riappacificazione, un processo che Mosca cerca di ostacolare.
In risposta a un atto di vandalismo contro la tomba dell’intellettuale ucraino Bohdan Lepkyi a Cracovia, il ministero degli Esteri di Kiev ha dichiarato: «Noi vediamo in questo atto una deliberata provocazione mirata a esacerbare l’ostilità tra l’Ucraina e la Repubblica di Polonia».
Va notato che il nuovo presidente polacco, di orientamento nazionalista, sembra meno incline del precedente a fornire assistenza militare a Kiev. Il ministro della Difesa, Wladyslaw Kosiniak-Kamysz, ha annunciato l’intenzione di pubblicizzare la lista degli aiuti militari polacchi all’Ucraina dall’inizio dell’invasione. Questa mossa è una risposta alle critiche dell’estrema destra in Parlamento riguardo alla fornitura di sistemi antimissilistici Patriot, di fabbricazione americana, a Kiev.
Nel frattempo, le ostilità continuano a intensificarsi con attacchi russi che colpiscono l’Ucraina e azioni contro le forze occupanti russe, in particolare nelle aree della Crimea. Zelensky ha avvertito dell’imminenza di nuovi e massicci raid, ribadendo la sua richiesta di sostegno agli alleati della NATO.