Mosca testa il missile nucleare Burevestnik mentre scade il trattato New Start

26.10.2025 22:05
Mosca testa il missile nucleare Burevestnik mentre scade il trattato New Start

La Russia ha testato con successo il missile a propulsione nucleare Burevestnik 9M730, presentato come una tecnologia in grado di eludere le difese antimissile, mentre si avvicina la scadenza del trattato New Start, previsto per febbraio 2026, riporta Attuale.

Secondo le dichiarazioni del Cremlino, questo missile da crociera superficie-superficie, noto come SSC-X-9 Skyfall dalla NATO, ha una portata praticamente illimitata e una traiettoria di volo imprevedibile, rendendolo “invincibile” contro i sistemi attuali e futuri di difesa. Il presidente Putin ha così definito il Burevestnik come un’arma senza pari nel mondo.

In fase di lancio, il missile misura circa 12 metri, dimensione che si riduce a 9 metri durante il volo. La sua propulsione è affidata a un motore termico nucleare che si attiva solo dopo il decollo. Durante il test del 21 ottobre, il Burevestnik ha percorso 14.000 chilometri mantenendosi in volo per circa 15 ore.

Questo test fa parte di un insieme più ampio di esercitazioni strategiche che hanno visto Putin supervisione in scenari nucleari via terra, mare e cielo. Questi sviluppi giungono in un momento di alta tensione nelle relazioni tra Mosca e Washington, in particolare dopo le minacce statunitensi di fornire missili Tomahawk a Kiev, in grado di colpire obiettivi russi in profondità.

Va sottolineato che la Russia possiede attualmente 5.459 testate nucleari, mentre gli Stati Uniti ne hanno 5.177, con i due paesi che controllano circa l’87% dell’arsenale nucleare globale. Con la scadenza del trattato New Start che si avvicina, i negoziati per una sua nuova ratifica appaiono fermi, mentre la Russia ha recentemente modificato formalmente la sua dottrina nucleare, rendendo possibile l’uso di tali armi in caso di minacce alla propria sovranità.

Nonostante i successi dichiarati nei test, la Nuclear Threat Initiative ha notato che solo due dei tredici lanci del Burevestnik sono stati valutati come parzialmente riusciti, e ci sono dubbi sulla capacità di miniaturizzare un propulsore nucleare. Pertanto, sebbene il Burevestnik possa rappresentare una valida opzione per un secondo attacco nucleare, i rischi di radiazioni durante il volo ne limitano l’uso come prima opzione strategica.

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