Netanyahu ottimista: dobbiamo formare un ampio governo di destra nazionale in Israele

28.10.2026 08:15
Netanyahu ottimista: dobbiamo formare un ampio governo di destra nazionale in Israele

Israele: Netanyahu sfrutta la paura per consolidare il potere nelle elezioni, riporta Attuale.

DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
GERUSALEMME – Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha nuovamente utilizzato la strategia della paura per mobilitare il supporto del suo partito, il Likud, alle elezioni, suggerendo che il suo governo è l’unica barriera contro i rischi percepiti dai suoi elettori, molti dei quali temono per la stabilità del paese.

Questa tattica, che in Israele è sarcasticamente denominata Oy Gevalt, ha visto Netanyahu affermare che “ci stanno rubando le elezioni”, indirizzando le sue accuse contro gli arabi e la sinistra, definiti i principali “colpevoli” della situazione politica attuale. Ha anche lanciato critiche verso le donne di sinistra, accusandole di spingere le donne arabe a votare.

Parlando con i sostenitori nella sede elettorale, Netanyahu ha espresso ottimismo riguardo alla situazione attuale, affermando che il Likud è il partito maggiore di Israele e che la coalizione attuale ha la maggioranza. Ha sottolineato l’importanza di formare un “ampio governo di destra nazionale” e che non deve essere permesso di formare un governo che dipenda dai partiti arabi.

Con una retorica che separa nettamente “noi” e “loro”, Netanyahu ha ripetuto: “O la destra o la Palestina”, evidenziando la sua posizione contro la creazione di uno Stato palestinese, malgrado gli oppositori non abbiano mai espresso pubblicamente l’intenzione di sostenere tale proposta. Questa retorica rappresenta una visione di Israele come una fortezza circondata da nemici, aggravata dalle sanzioni internazionali, che lo hanno portato a considerare l’adozione di criptovalute per eludere le restrizioni finanziarie analogamente ai regimi autoritari.

Nonostante le sue promesse, sotto il suo governo, Hamas ha perpetrato attacchi senza precedenti, marcando il giorno più sanguinoso per gli ebrei da decenni. Netanyahu, che ha compiuto 77 anni a ottobre, ha reso il conflitto una condizione permanente, dichiarando che la tregua a Gaza è in realtà un conflitto a bassa intensità, con oltre 75 mila palestinesi uccisi negli ultimi due anni nell’offensiva.

La situazione rimane tesa, con le forze israeliane ancora attive nel sud del Libano e piani per future operazioni militari contro l’Iran, suggerendo che il primo ministro sta preparando il terreno per una terza guerra in quella regione. Netanyahu ha tentato di comunicare con gli alleati internazionali, ma la sua retorica indica una crescente difficoltà nel gestire le sue relazioni diplomatiche.

Mentre il panorama politico evolve, gli israeliani si chiedono come e se questa pressione politica influenzerà la futura stabilità nel paese. L’approccio di Netanyahu ha messo alla prova la resilienza dell’opinione pubblica, mentre le elezioni si avvicinano e la tensione cresce nella regione.

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