David Miliband: «Un mondo in ascesa, senza un ritorno all’America come perno»
L’ex ministro degli Esteri britannico, David Miliband, attualmente presidente dell’International Rescue Committee, ha descritto un mondo sempre più caratterizzato da asimmetrie e disordini, esprimendo poca fiducia nel ritorno dell’America come fulcro del sistema internazionale. In visita a Milano, ha sottolineato come l’ondata di democrazia degli anni ’90 sia stata sostituita da una seria recessione democratica, accompagnata da una crescente impunità all’estero, riporta Attuale.
Miliband ha osservato che tre fattori principali stanno guidando questa transizione: l’iperconnettività della globalizzazione, che ha generato rischi globali con istituzioni troppo deboli per affrontarli; la frammentazione del potere a livello internazionale; e la rivoluzione tecnologica, che accelera questi cambiamenti. La sua analisi metteva in evidenza il tumulto democratico e la reazione negativa degli elettori a livello globale.
«Viviamo in una era di impunità», ha dichiarato, evidenziando come le basi stesse dell’ordine post Seconda guerra mondiale stiano collassando. Miliband crede che le istituzioni internazionali necessitino di un’innovazione, sebbene non si possa tornare ai modelli del passato. La cooperazione futura, secondo lui, dovrebbe basarsi su forme regionali e valoriali piuttosto che su un grande ordine internazionale.
Riguardo alla crisi in Ucraina, ha sottolineato che rilanciare un dialogo con la Russia richiede chiarezza e unità, non accomodamenti, e che l’Europa non può negoziare sostituendosi all’Ucraina. «La verità è che la forza e la chiarezza sono fondamentali per qualsiasi soluzione nel conflitto», ha aggiunto, sottolineando l’importanza del coinvolgimento di Kiev.
Infine, Miliband ha commentato la flessibilità istituzionale in Europa e l’importanza di affrontare insieme le sfide comuni, suggerendo che se i paesi europei non collaboreranno, rischiano di rimanere isolati in un contesto internazionale sempre più complesso.