Rinnovo del contratto collettivo per oltre 137mila dirigenti sanitari: accordo raggiunto
L’obiettivo era chiudere la partita, e così è stato. Al termine dell’incontro di ieri mattina all’Aran, l’ipotesi di accordo sul rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro dell’Area Sanità 2025-2027 – che riguarda circa 137mila dirigenti del Ssn (120mila medici e 17mila tra veterinari, biologi, chimici, fisici, psicologi, farmacisti e dirigenti professioni sanitarie) – è stata sottoscritta da tutte le organizzazioni sindacali di categoria. Al centro un aumento retributivo medio, a partire dall’inizio del 2027, di 393 euro al mese per 13 mensilità, a cui si aggiungono circa 167 euro medi di risorse previste da disposizioni di legge, fino a un incremento complessivo di circa 560 euro. “Un risultato che, sommato al precedente rinnovo,” ha commentato la premier Giorgia Meloni, “porta per il personale medico della sanità pubblica incrementi mensili complessivi superiori a mille euro”, riporta Attuale.
Accanto a queste risorse – ha sottolineato il ministro per la Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo – “ci sono poi stanziamenti dedicati a specifiche indennità: 362 milioni di euro per medici e veterinari, 8 milioni per i sanitari e 15 milioni per il pronto soccorso”.
“Ma il valore dell’intesa – spiega il presidente Aran, Antonio Naddeo – va oltre la parte economica: introduciamo una riforma significativa del sistema degli incarichi, rafforziamo le tutele per chi subisce aggressioni e prevediamo nuovi strumenti a sostegno delle persone e della qualità del lavoro”. Tra le novità figurano anche permessi straordinari per i dirigenti affetti da gravi patologie e una prima regolamentazione dell’utilizzo dell’Ia. È stata inoltre sottolineata l’importanza della “parità di retribuzione fra uomini e donne”. Recependo le prescrizioni del decreto legislativo 96 del 2026, il testo dispone che le aziende e gli enti forniscano le informazioni sul divario retributivo ingiustificato fra i sessi e valutino opportuni correttivi.
Soddisfazione dai sindacati confederali Fp Cgil, Cisl medici e Uil Fp, dai sindacati di categoria Anaao Assomed e Cimo Fesmed e dalla Fnomceo per una pre-intesa siglata, risultato storico, un anno prima della scadenza. Tuttavia, restano questioni in sospeso. Guido Quici, presidente della Cimo-Fesmed, chiede “la revisione complessiva della disciplina della libera professione”. Per il presidente Fnomceo Filippo Anelli è, inoltre, fondamentale che “la prossima manovra destini ulteriori risorse alle assunzioni”.
Più drastica la Fvm che, al netto di un’inflazione che supera già il 4,2% annuo, parla di un “contratto in perdita”, usato come spot pre-elettorale.
Mah, finalmente un passo in avanti! Ma chissà se davvero saranno rispettati questi aumenti… Il sistema della sanità è già incasinato e, tra una riforma e l’altra, ci perdiamo sempre di vista le cose fondamentali. E le assunzioni? Non ci resta che sperare!