Leone XIV riafferma il valore della vita nel santuario di Lourdes dopo la legge sul «diritto all’aiuto a morire»
Il Papa Leone XIV, nella celebrazione della messa al santuario mariano di Lourdes, ha sottolineato l’importanza della vita umana di fronte alle recenti discussioni sulla dignità e il valore della vita, in particolare dopo la promulgazione della legge francese che riconosce il «diritto all’aiuto a morire», riporta Attuale.
Durante la messa, alla quale hanno partecipato circa centocinquantamila persone, tra cui numerosi malati in sedia a rotelle e i volontari che si prendono cura di loro, Leone XIV ha affermato che la Grotta di Massabielle rappresenta un «santuario della speranza cristiana». Questa celebrazione avviene in un contesto critico dopo l’approvazione della legge il 15 luglio, frutto di lungo dibattito politico in Francia. Lourdes, luogo emblematico per il fine vita, ha visto i vescovi francesi ribadire la loro contrarietà al suicidio assistito, enfatizzando l’importanza delle cure palliative.
«Qui, nessuna fragilità viene respinta. Le vostre stampelle, le vostre sedie a rotelle, le vostre lacrime nascoste non sono ostacoli: sono il luogo per eccellenza in cui siete pienamente rispettati, accolti e trasfigurati dall’amore infinito di Dio», ha dichiarato il Papa, evidenziando che Lourdes è un simbolo della sacralità della vita, un dono prezioso di Dio chiamato a fiorire nell’eternità.
Il Papa ha anche richiamato l’importanza della conversione personale, un messaggio centrale trasmesso dalla Vergine Maria a Santa Bernadette. Leone XIV ha citato la Madonna, ricordando che «non ti prometto di essere felice in questo mondo, ma nell’altro», un’affermazione che si ricollega profondamente alla questione del senso della vita nell’attuale contesto della ricerca del progresso. Ha sottolineato che la Vergine chiede penitenza non solo per se stessi, ma anche per un mondo in crisi, scavando nel legame tra la difesa della vita e i conflitti globali.
Leone XIV ha esortato la Chiesa a vivere una vera conversione, soprattutto in riferimento agli abusi compiuti nella sua storia. Oggi, nel palazzo vescovile, incontrerà sette vittime di abusi sessuali da parte del clero, un gesto già compiuto in passato a Madrid. Ha commentato che sono passati cinque anni da un rapporto indipendente che stima 330 mila vittime di pedofilia nelle istituzioni cattoliche dal 1950, evidenziando la necessità di affrontare questi temi con coraggio e determinazione.
La giornata continua con una processione con torce e recita del rosario, quando il Papa si rivolge anche ai malati, dicendo: «Cari malati che conoscete la sofferenza, avete la possibilità di vivere le vostre pene e i vostri dolori in questo spirito di offerta». Il messaggio centrale rimane chiaro: è nel riconoscimento della fragilità che risiede la forza dell’amore e della comunità cristiana.