Ucraina: La Verticalità della Difesa e la Dipendenza dai Patriot Americani
DALLA NOSTRA INVIATA
ODESSA – I Patriot sono diventati per l’Ucraina ciò che le centrali elettriche sono per l’inverno. Non si limitano più ad essere una parte dell’assistenza militare occidentale, ma rappresentano il fulcro in cui si sovrappongono tre vulnerabilità: l’intensità della campagna missilistica russa, la lentezza della produzione industriale occidentale e la dipendenza politica da Washington, riporta Attuale.
Il motivo principale è chiaro nella sua brutalità: l’Ucraina non ha un’alternativa equivalente ai Patriot per contrastare i missili balistici russi. Esistono altri sistemi di difesa aerea capaci di abbattere droni e missili da crociera, ma per intercettare in modo efficace i missili balistici, le armi più rapide e complicate da fermare, Kiev dipende dai sistemi Patriot e dai loro intercettori PAC-2 e PAC-3.
Numeri recenti evidenziano l’urgenza di una risposta politica. Nel corso dell’attacco russo del 1 agosto, l’Ucraina è riuscita a intercettare solo 2 missili su 35, fra cui 27 balistici. A luglio, la difesa aerea ucraina ha abbattuto 29 missili balistici su 195, con ulteriori 40 che non hanno colpito il bersaglio. Questo dato sottolinea il divario crescente tra la pressione russa e la capacità di risposta di Kiev.
Mykhailo Fedorov, ex ministro della Difesa, ha dichiarato la necessità di ricevere o acquistare intercettori PAC-2 e PAC-3, mentre si cerca di costruire una capacità produttiva autonoma. Questo approccio si riflette in altri settori della difesa: ridurre la dipendenza dagli alleati per rendere l’alleanza meno fragile.
Purtroppo, per i Patriot, l’autonomia industriale dell’Ucraina è vincolata agli Stati Uniti. Lockheed Martin produce i PAC-3, i più moderni per il sistema Patriot, mentre RTX, tramite Raytheon, è fondamentale per i PAC-2. La tecnologia e le licenze necessarie sono quindi sotto il controllo americano.
Secondo The Atlantic, i grandi produttori americani non temono solo questioni politiche riguardanti le licenze, ma anche la possibilità che l’Ucraina, dopo aver avuto accesso alla produzione, possa sviluppare intercettori più rapidamente e a costi inferiori. Nonostante le richieste fatte durante l’amministrazione Biden, gran parte delle richieste ucraini per produzioni tramite licenze sono state respinte, limitando le opportunità di Kiev di creare un’autonomia produttiva.
Dopo un incontro tra il presidente Zelensky e Donald Trump il 28 luglio, i timori sono aumentati, con Trump che esprime cautela riguardo alla concessione di tecnologie. Zelensky ha successivamente annunciato un accordo su licenze di produzione, ma senza conferme ufficiali da parte americana. Questa incertezza continua a esporre Kiev a rischi legati ai tempi e ai capricci della politica americana.
Anche nel caso in cui una licenza fosse concessa, la produzione su vasta scala richiederebbe anni. Pertanto, l’Ucraina non può rinunciare né ai rifornimenti né alla produzione: ha bisogno di entrambi. I missili già esistenti sono essenziali per affrontare il prossimo inverno e per la futura ondata di attacchi; le licenze sono fondamentali per evitare che ogni inverno si trasformi in una crisi emergenziale.
Nel frattempo, l’Ucraina sta adottando una strategia più aggressiva contro le posizioni russe, mirata a ridurre il numero di missili lanciati attraverso attacchi a basi e infrastrutture militari. Tuttavia, nel contesto attuale, pur essendo un sostenitore economico, l’Europa non è in grado di fornire soluzioni autonome. Diversi governi temono di ridurre le scorte minime necessarie per la propria difesa nazionale e gli obblighi NATO, creando una risposta diseguale.
Nel recente vertice della Coalizione dei Volenterosi a Parigi, è stato lanciato il progetto paneuropeo di difesa anti-balistica Freyja, guidato dall’azienda ucraina Fire Point, che intende proporre un’alternativa più economica ai Patriot americani. Con l’intercettore FP-7, il costo stimato si aggira attorno ai 700 mila dollari per spiegamento, evidenziando la volontà di Kiev e della sua parte di Europa di costruire un sistema di difesa meno dipendente da Washington.
Tuttavia, il collo di bottiglia rimane negli Stati Uniti. Senza licenze o rifornimenti, la difesa anti-balistica ucraina resta vulnerabile alle decisioni politiche americane. Kiev non si presenta più solo come un paese da aiutare, ma come un alleato industriale e militare fondamentale per rafforzare l’intero sistema occidentale. Tuttavia, scandali e accuse di corruzione complicano ulteriormente il riconoscimento dell’Ucraina sulla scena politica globale, rischiando ritardi decisivi nelle necessità di difesa.