Critiche all’etichetta di “membro associato” del Canada nella cooperazione con l’UE
Roland Paris, ex consigliere del primo ministro canadese Justin Trudeau, ha espresso preoccupazioni riguardo all’«etichetta» di “membro associato” utilizzata dalla presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, affermando che potrebbe irritare gli Stati Uniti, il principale partner commerciale del Canada. «Se l’etichetta diventa una distrazione, non è d’aiuto. Ciò che conta è l’interesse di entrambe le parti nel rafforzare la cooperazione in vari settori, dai minerali critici all’energia, dalla difesa all’IA, che dovranno essere discussi separatamente», riporta Attuale.
Paris, professore di Politica internazionale all’Università di Ottawa, ha invitato a usare la terminologia con cautela, in particolare per evitare malintesi con gli Stati Uniti. La reazione negativa di Donald Trump all’«etichetta» indicativa suggerisce che sia stati diplomati di alcuni Paesi europei, necessitando di un approccio meno incendiario. «Reagirà in modo diverso alla sostanza concreta degli accordi tra Europa e Canada», ha aggiunto.
È stato esaminato se le notizie proclamate da Carney e von der Leyen fossero state imprudenti. Secondo Paris, Carney ha accettato l’offerta ma ha minimizzato la questione, enfatizzando l’importanza della sostanza dei futuri progetti congiunti. «Non so cosa sia successo dietro le quinte, ma la scelta di von der Leyen di usare quella formula non era necessaria», ha dichiarato.
Inoltre, Paris ha sottolineato che nonostante la distanza geografica, le opportunità di collaborazione tra Canada e UE rimangono forti, specialmente in settori come l’infrastruttura informatica e l’intelligenza artificiale. Riconosce, tuttavia, che gli Stati Uniti resteranno il principale partner commerciale per il Canada, anche mentre quest’ultimo cerca di ridurre la propria dipendenza.
Per quanto riguarda la difesa, Paris afferma che il Canada non intende ignorare il contributo degli Stati Uniti. Le forze militari canadesi e americane operano in modo congiunto nel monitoraggio dello spazio aereo nordamericano, ma anche la collaborazione con l’Unione Europea e il Regno Unito nel settore della difesa può rafforzare le catene di approvvigionamento.
Concludendo, Paris invita a riflettere sui benefici reciproci che questa crescente cooperazione può portare agli europei e ai canadesi, sottolineando l’importanza di avere alleati fidati in un contesto internazionale sempre più instabile e competitivo. Anche se alcuni Stati membri dell’UE non hanno ancora ratificato il trattamento di libero scambio CETA, l’impegno di Carney e dei leader europei rimane chiaro, mirando a collaborazioni in settori di interesse comune per rendere entrambi i partner meno vulnerabili alle pressioni delle potenze globali, che si stanno comportando in modo più coercitivo.