Controversie sulla presenza di editori di estrema destra alla fiera di Roma
Roma, 2 dicembre 2025 – La fiera della piccola e media editoria “Più Libri Più Liberi”, in programma dal 4 all’8 dicembre a Roma, è turbata dalla presenza dell’editore Passaggio al bosco, autore di testi di estrema destra tra cui il pamphlet di Leon Degrelle, fondatore della divisione vallona delle Waffen SS, e la biografia di Corneliu Zelea Codreanu, provocando indignazione tra circa novanta autori e case editrici, che denunciano la situazione in una lettera all’Associazione italiana editori. L’argomento è stato riportato da Attuale.
Il catalogo dell’editore è stato descritto come una glorificazione delle esperienze legate ai fascismi europei. Tra i firmatari della protesta ci sono nomi noti come Zerocalcare, Caparezza e Antonio Scurati, i quali sostengono che si tratti di un “progetto apologetico” inaccettabile, in contrasto con i principi della Costituzione italiana e le normative europee sui diritti umani.
L’Associazione italiana editori ha risposto, affermando che la fiera è “la casa di tutti gli editori italiani”, indipendentemente dalla loro linea politica, e ha confermato che l’editore in oggetto ha firmato un contratto che implica l’adesione ai valori della Costituzione italiana. Tuttavia, questa giustificazione non ha placato le polemiche tra gli scrittori e le case editrici che richiedono una maggiore responsabilità nella selezione degli espositori.
Il presidente dell’AIE, Innocenzo Cipolletta, ha difeso l’operato dell’associazione, affermando che “saranno i lettori a valutare quei libri”. Ha inoltre affermato che la magistratura sarà incaricata di supervisionare la legittimità della loro presenza, soprattutto in un contesto dove l’apologia del fascismo è vietata.
Dal canto suo, la casa editrice Passaggio al bosco ha difeso la sua partecipazione, affermando che le fiere librarie sono aperte a chi desidera iscriversi e non sono eventi su invito. Sottolineano di rappresentare un punto di vista legittimo nel panorama editoriale, quello del pensiero identitario.
Questa non è la prima volta che una polemica circonda la fiera: nel 2024 era stato al centro dell’attenzione un autore condannato per violenza domestica. Situazioni analoghe si erano verificate in passato anche al Salone del Libro di Torino, dove nel 2019 era stata esclusa l’editoria Altaforte, associata a CasaPound.
È davvero incredibile come si possa permettere la presenza di editori che glorificano il fascismo in una fiera di libri! Anche se dicono che è un’opinione legittima, c’è un limite a tutto. La letteratura dovrebbe essere un ponte, non un modo per celebrare ideologie di odio e divisione. Dobbiamo stare attenti a non ripetere gli errori del passato…