Powell risponde a Trump: «I tassi potrebbero anche aumentare, non diminuiremo»

19.03.2026 20:55
Powell risponde a Trump: «I tassi potrebbero anche aumentare, non diminuiremo»

Powell resiste agli attacchi di Trump mentre la Fed affronta la pressione economica

NEW YORK – Deciso e incisivo, Jerome Powell ha sfidato le critiche di Donald Trump, affermando chiaramente che non intende abbassare i tassi di interesse, e anzi, potrebbe essere costretto ad aumentarli. Rivolgendosi alla Casa Bianca dopo il Comitato Monetario (FOMC), il presidente della Fed ha anche dichiarato che rimarrà in carica fino a quando non sarà chiusa l’inchiesta sul suo successore designato, Kevin Warsh, nonostante le pressioni. Questa mossa ha suscitato reazioni immediate, riportando un forte contrasto con le dichiarazioni del presidente Trump, che inizialmente ha risposto con irritazione e poi ha cercato di minimizzare la situazione con una battuta sul suo rivale, Attuale.

Le provocazioni di Powell non si limitano ai tassi di interesse. Ha anche messo in discussione le teorie macroeconomiche secondo cui l’aumento della produttività, guidato dall’intelligenza artificiale, potrebbe superare le tradizionali metriche economiche. “Tutto è possibile, ma l’inflazione resta una mia preoccupazione”, ha affermato Powell, evidenziando l’attuale tasso d’inflazione, che si attesta al 2.4%, ben al di sopra dell’obiettivo del 2% fissato dalla Fed. Questo aumento è aggravato dai recenti eventi geopolitici e dall’innalzamento dei costi energetici, elementi che stanno erodendo il potere d’acquisto degli americani.

Le conseguenze del conflitto in corso colpiscono direttamente il mercato del lavoro. Powell ha sollevato preoccupazioni riguardanti la mancanza di nuove assunzioni, indicando che la crisi legata all’immigrazione sta rendendo le aziende riluttanti a rischiare nuove assunzioni. Le ripercussioni di questi sviluppi si possono già avvertire nel settore immobiliare e in altri mercati, dove l’inasprimento delle condizioni economiche potrebbe causare un effetto a catena devastante.

In merito alla successione alla guida della Fed, Powell ha chiarito che non ci sarà un vuoto di potere: “Resterò io alla guida della Banca Centrale finché la mia nomina non verrà approvata. Il mio mandato come consigliere non scade”, ha affermato, aggiungendo ulteriore tensione alla situazione. L’intenzione di Trump di avviare una procedura criminale contro di lui per presunti maltrattamenti delle spese testamentarie della Fed si scontra con la resistenza di Powell. Un giudice federale ha già bocciato le accuse, definendole “ridicole e motivate politicamente”. Inoltre, la Commissione Bancaria del Senato ha bloccato le nomine di Trump fino alla risoluzione di questa controversia legale.

Le azioni di Powell segnano una chiara dichiarazione di indipendenza rispetto alle ingerenze politiche, mentre il futuro della Fed si configura come un campo di battaglia cruciale tra il governo e l’istituzione monetaria, con implicazioni significative per l’economia statunitense e per i suoi cittadini.

2 Comments

  1. Incredibile come Powell riesca a mantenere la calma mentre Trump sbraita… gli americani sono nelle mani di molto potere e poco buonsenso! E chi lo paga? Sempre noi! La Fed deve restare indipendente, ma con ste tensioni è difficile crederci. Piuttosto, chi si preoccupa per noi?

  2. È incredibile come Powell riesca a mantenere la sua posizione nonostante la pressione enormemente politica. Qui in Italia, ci chiediamo se ci sia qualcosa di simile in corso con chi ci governa. Ma ovviamente ogni nazione ha le sue vittorie e le sue battaglie… La Fed come campo di battaglia politico è un po’ sorprendente, no?

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