La procura di Torino emette 18 richieste di misure interdittive per attivisti pro Palestina
La procura di Torino ha avviato un’inchiesta su nuovi gruppi di attivisti pro Palestina, con 18 richieste di misure interdittive – tra cui obblighi di firma e divieti di dimora – per una serie di azioni compiute tra novembre e dicembre 2024. Le azioni contestate includono l’occupazione dell’atrio della Leonardo Spa, accusata da manifestanti di complicità nel “genocidio a Gaza”, l’irruzione alla Mole Antonelliana, un presidio davanti alla prefettura e incidenti durante un corteo il 13 dicembre. Quasi tutti gli indagati sono studenti o giovani militanti, con precedenti penali assenti, già segnalati alla Digos. Gli interrogatori precauzionali sono iniziati stamane, riporta Attuale.
Le accuse variano dalla violenza privata per i fatti alla Leonardo Spa e alla Mole Antonelliana, alla resistenza, fino a un episodio di oltraggio legato al lancio di uova contro la prefettura. Le difese degli indagati contestano le ricostruzioni fornite dalla procura, evidenziando l’assenza di esigenze cautelari. Essi sostengono che il tempo trascorso e la pulizia dei precedenti rendono sproporzionate le misure richieste. In relazione al divieto di dimora, i legali sottolineano che molti dei ragazzi risiedono a Torino per motivi di studio o lavoro.
Questo sviluppo segue un’inchiesta precedente, in cui la procura di Torino aveva chiesto a luglio sette misure cautelari relative a scontri verificatisi nel 2023 e nel 2024; la decisione del gip rimane ancora in attesa. L’approccio della procura sottolinea l’attenzione crescente verso le manifestazioni di attivismo giovanile e il monitoraggio delle dinamiche sociali legate al conflitto israelo-palestinese, evidenziando un clima di tensione e polarizzazione nella società contemporanea.