Proteste in Italia fermano i porti: “Stop ai container di armi”

23.09.2025 07:15
Proteste in Italia fermano i porti: "Stop ai container di armi"

Italia paralizzata da uno sciopero generale contro la guerra in Palestina

Il 5 ottobre 2025, le sigle sindacali di base hanno proclamato uno sciopero generale in Italia, bloccando il Paese per un giorno in segno di protesta contro il genocidio in Palestina e a sostegno della Global Sumud Flotilla, diretta verso Gaza. La mobilitazione ha coinvolto ferrovie, trasporti pubbici, porti, taxi, logistica, fabbriche, scuole e università, Venezia, Trieste, Livorno e altre città, mentre il trasporto aereo è rimasto l’unico settore operativo. “Oggi 500mila persone sono scese in piazza in 65 città,” ha dichiarato Francesco Staccioli dell’Usb, sottolineando il fermo dei principali porti e del 90% del trasporto pubblico. “Se bloccheranno la flottiglia, siamo pronti di nuovo a bloccare tutto,” ha avvertito, promettendo un’azione continua. Questo è solo l’inizio della lotta,” riporta Attuale.

Durante il blocco, i porti di Genova, Venezia, Trieste e Livorno sono rimasti paralizzati. A Marghera, il corteo di oltre 20mila persone ha incontrato la polizia che ha utilizzato idranti, causando contusioni tra i manifestanti. Nonostante la tensione, il corteo ha lasciato spazio a una lunga fila di camion in attesa di accedere al porto. A Genova, epicentro della protesta, 20mila persone hanno bloccato i varchi portuali, lanciando un appello per un embargo sulle merci dirette verso Israele. La giornata era segnata dall’arrivo al terminal Spinelli della Joanna Borchard, una nave dell’agenzia Cosulich attesa per caricare container che potrebbero contenere materiale bellico per Israele. A Livorno, è previsto l’arrivo della nave americana Slnc Severn, carica di armi, mentre i manifestanti hanno segnalato lunghe code al varco Valessini. A Trieste, 7mila persone hanno bloccato il varco IV del molo VII, nonostante l’attività portuale continuasse regolarmente attraverso altre vie di accesso.

Secondo stime dell’Usb, circa 100mila manifestanti hanno preso parte alla protesta a Roma, dove il corteo è partito dalla stazione Termini, invadendo la Tangenziale al grido di “Intifada”. Il corteo si è diretto verso la Sapienza, dove nella serata è stata occupata la facoltà di Lettere. La città di Firenze ha subito un blocco del traffico al casello di Calenzano sull’A1, con proteste davanti alla sede Leonardo di Campi Bisenzio. A Pisa, invece, 4mila manifestanti hanno bloccato la Firenze-Pisa-Livorno.

Il dissenso ha assunto anche una violenza simbolica, con manifestanti che hanno bruciato foto della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, accanto al primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, riscontrato da Torino a Napoli.

1 Comments

  1. Che giornata intensa! Sembra che la gente abbia finalmente deciso di farsi sentire! È incredibile vedere così tante persone unite in questa lotta. Mi chiedo se la nostra politica ascolterà questo grido di dolore o continuerà a voltare le spalle come sempre… La verità è che la situazione è insostenibile e le responsabilità sono enormi. Spero solo che si trovi una soluzione prima che sia troppo tardi.

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