Putin contro il cambio di regime in Iran imposto da potenze esterne

23.06.2025 14:15
Putin contro il cambio di regime in Iran imposto da potenze esterne

Le relazioni tra Russia e Iran nel contesto delle tensioni internazionali

Recentemente, Vladimir Putin ha avuto un incontro con il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, durante il quale ha offerto il suo sostegno al popolo iraniano e ha espresso i suoi «migliori auguri» alla Guida suprema, Khamenei. Tuttavia, il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha chiarito che un cambiamento di regime non può essere determinato da interventi esterni, aggiungendo che i dialoghi con gli Stati Uniti continuano: «Sono processi indipendenti», riporta Attuale.

Nel tentativo di fugare i dubbi sulle relazioni con l’Iran, il presidente russo ha sottolineato l’importanza dell’accordo recente, specificando che l’articolo 3 stabilisce che, in caso di aggressione da parte di un terzo Stato, nessuna assistenza militare sarà fornita all’aggressore. Questo implica un invito alla diplomazia e alla risoluzione pacifica dei conflitti in linea con la Carta delle Nazioni Unite.

Il messaggio di solidarietà di Putin è giunto dopo un attacco degli Stati Uniti contro Teheran, trasmesso dalle televisioni statali, che sembra avere un duplice scopo: comunicare una condanna e giustificare la posizione russa. Le critiche alla decisione americana da parte della Russia evidenziano le «pericolose distorsioni» del diritto internazionale praticate dall’Occidente, suggerendo che le relazioni tra Mosca e gli Stati Uniti siano significativamente deteriorate.

Putin ha affermato che la guerra tra Israele e Iran, in particolare gli attacchi americani, non hanno giustificazione né motivazione e ha zittito indirettamente le voci interne che chiedono un maggiore intervento russo. Il Cremlino deve gestire un equilibrio delicato, poiché non può opporsi all’alleato americano, che risulta essere strategicamente più rilevante per la Russia rispetto all’Iran.

Nonostante la retorica di sostegno, la Russia sembra prepararsi a un prossimo dialogo tra Stati Uniti e Iran, cercando di ritagliarsi un ruolo diplomatico. Dmitry Medvedev ha criticato la nuova guerra dichiarata da Trump, sottolineando che questo approccio potrebbe minacciare ulteriormente la stabilità regionale e l’immagine della Russia sulla scena globale.

Peskov ha anche avvertito che le relazioni tra Mosca e Washington non possono riprendere un andamento costruttivo in tempi brevi, indicando che l’incontro tra Putin e Araghchi fosse pianificato e non una risposta a eventi recenti. È chiaro che sia l’Iran che la Russia devono affrontare le conseguenze delle politiche americane, in un contesto internazionale sempre più polarizzato.

Negli ambienti russi, l’atmosfera è tesa, ma la reazione popolare si è limitata. L’unica voce di protesta significativa proviene da Igor Girkin, notoriamente radicale, il quale avverte che l’Iran potrebbe subire un collasso economico e sociale senza l’aiuto russo e cinese. Tuttavia, la leadership russa sembra avere strategie ben pianificate per gestire le proprie minoranze interne e prevenire instabilità.

In questo complesso mosaico di relazioni internazionali, Putin dimostra una capacità strategica di navigare le onde turbolente del potere geopolitico, mantenendo la Russia a galla nonostante le sfide crescenti e le rivalità con potenze occidentali.

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