Trieste, 22 novembre 2025 – Un’irregolarità ossea sulla vertebra T2 di Liliana Resinovich ha sollevato nuove questioni sull’analisi della sua morte. Claudia Giaconi, radiologa e dirigente medico dell’Azienda ospedaliera universitaria di Pisa, ha affermato che “lo stato di conservazione del cadavere che ho trovato è veramente unico”. La discussione sull’esame della frattura che coinvolge il caso è stata alimentata dal medico legale Raffaele Barisani, consulente del marito di Lilly, Sebastiano Visintin, attualmente indagato per omicidio. Barisani ha indicato che le lesioni sul corpo della vittima potrebbero essere riconducibili all’azione di terzi, riporta Attuale.
“Perché non avevo visto la frattura della vertebra nel 2023”
“La prima consulenza sulla Tac mi era stata richiesta perché il professor Fineschi aveva dei dubbi sullo stato di conservazione del corpo – chiarisce la dottoressa Giaconi -. La sua ipotesi era che il cadavere fosse stato tenuto a basse temperature per tre settimane. Ho fatto centinaia di esami post mortali, mai trovato una cosa simile. Era perfetta, sembrava la Tac di una persona vivente. Quindi quel referto del 2023 era finalizzato a questa valutazione”.
“Cosa mi è stato chiesto nel 2025”
“Nel 2025, invece, c’è stata una rivalutazione a posteriori e con un quesito medico legale diverso. Prima era lo stato di conservazione della salma, dopo era mirato solo e unicamente alla valutazione specifica di questo piccolo reperto, la piccola frattura del processo trasverso. Anche con la ricostruzione dedicata per osso di questo piccolo reperto si vede malissimo, s’intuisce. La certezza è data dall’esame autoptico”.
In sintesi: “Nel 2023 – riassume la dottoressa Giaconi – non ho visto la frattura perché non l’ho cercata e nemmeno ho svolto quelle ricostruzioni necessarie per vederla, perché il quesito medico-legale era tutt’altro”.
Anche Cattaneo la intuisce, scrivendo che l’intaccatura “supporta l’ipotesi”. Quindi si può dire che tutti la intuiscono senza vederla oppure è oggettivo che ci sia?
“Si può dire che la frattura c’era, ora con il senno di poi. Di solito ci sono segni indiretti, attorno alle piccole fratture, piccoli infarcimenti emorragici che ci fanno intuire, succede anche nelle fratture costali. Mi è capitato tante volte che il medico legale vedesse più fratture costali di quelle che ho visto io alla Tac. Perché il medico legale vede l’infarcimento emorragico attorno alla frattura. Per quanto piccola sia, riesce a valutarlo”.
Che valore ha la frattura alla vertebra T2
“Mi pare che si stia attribuendo un grande valore alla frattura ma tutto questo valore non ce l’ha – è la considerazione della dirigente medica -. Perché se questa irregolarità ossea c’è, e alla Tac sembra proprio esserci, è una cosa minima, con una potenza lesiva relativa. Riconosco che a fini giuridici possa avere anche un senso. Ed è vero che è una frattura del processo trasverso, quindi della colonna posteriore che è ben protetta dai muscoli, quindi non è semplice fratturarsi un osso, la schiena è una delle strutture più protette del corpo”.
Possiamo dire che quella frattura è sicura?
Ma allora la frattura è certa? “Questo andrebbe chiesto al medico legale, le fratture si rivalutano anche dopo anni. Per Martina Rossi è stato riesumato lo scheletro. Non so se il medico legale può dire che la frattura sia pre o post mortale dopo così tanto tempo. Quello che si può concludere è che con le ricostruzioni mirate sul reperto, questa irregolarità, questo scalino, si vede. In generale in medicina il massimo, il gold standard, è dato dall’anatomia patologica, non dalla radiologia. L’ultima parola dovrebbe spettare all’analisi istologica, quindi al medico legale”.
Serve una perizia terza per togliere ogni dubbio?
Per togliere ogni dubbio sarebbe necessaria una perizia terza, come ha chiesto l’avvocato Paolo Bevilacqua, difensore di Visintin, richiesta considerata ‘legittima’ anche dalla genetista Marina Baldi, che assiste la nipote di Lilly.
“La professoressa Cattaneo è così brava, non so chi possa fare una perizia migliore della sua. La radiologia evidenzia questo reperto con un ragionevole grado di certezza, perché lo scalino si vede”.
Perché l’ipotesi congelamento non è fantasiosa
Lei è rimasta anche molto sorpresa dallo stato di conservazione del reperto. Per Cattaneo Liliana Resinovich è stata uccisa la mattina del 14 dicembre 2021 e il suo cadavere è sempre rimasto nel bosco. Su questo punto le perplessità sono trasversali. Noemi Procopio, nella squadra che assiste Visintin, ha ipotizzato anche il congelamento.
“Quello che dispiace dal punto di vista scientifico è che se fosse stata fatta subito la risonanza avremmo potuto capire, perché quell’esame ha dei segni che identificano l’eventuale congelamento, a livello dei muscoli”. Quindi questa possibilità si è persa per sempre? “Sì”.
Ma che risposta si dà come scienziata sullo stato di conservazione del corpo? “Che sicuramente il cadavere è stato tenuto sempre a temperature bassissime. Ritiene possibile il congelamento o l’ipotesi è fantasiosa?
“No, è possibile. Perché uno stato di conservazione del genere davvero non l’ho mai visto. Bastano le ore del sopralluogo e già si sviluppano fenomeni post mortali. Che lì non c’erano. Quindi Liliana Resinovich è stata tenuta persistentemente a temperature basse”.