Recupero di sub italiani alle Maldive: due corpi estratti, operazioni in corso
Il team di ricerca che sta cercando di recuperare i corpi di quattro dei cinque sub morti in una grotta alle Maldive ha estratto finora due corpi. L’operazione è stata condotta da una squadra di tre subacquei finlandesi esperti, inviati dal Divers Alert Network Europe (DAN Europe), un’organizzazione internazionale dedicata alla sicurezza subacquea. Lunedì la squadra aveva localizzato i quattro corpi, ma non era riuscita a recuperarli. Il corpo del quinto sommozzatore era stato recuperato poco dopo l’incidente giovedì. Nei prossimi giorni si prevede il recupero degli ultimi due corpi intrappolati nella grotta, riporta Attuale.
I cinque sub italiani deceduti sono Monica Montefalcone, professoressa associata all’Università di Genova e esperta di ambienti marini; sua figlia Giorgia Sommacal; Muriel Oddenino, biologa marina e assegnista di ricerca all’Università di Genova; Federico Gualtieri, recentemente laureato sotto la supervisione della Montefalcone; e l’istruttore subacqueo Gianluca Benedetti, il cui corpo è stato il primo a essere recuperato. Tutti erano considerati sub esperti e nei giorni precedenti avevano già effettuato altre immersioni.
La grotta da cui sono stati estratti i corpi si trova a 60 metri di profondità nell’isola di Alimathà, un atollo dell’arcipelago di Vaavu, a circa un’ora di motoscafo dalla capitale Malé. Questo luogo è noto per la sua ricca fauna marina, attirando molti subacquei.
Il recupero dei corpi dalla grotta è un’operazione particolarmente complessa e rischiosa. Sabato, uno dei sub delle forze armate maldiviane che partecipava alle ricerche, Mohamed Mahadi, è deceduto durante la fase di decompressione, un processo necessario dopo l’immersione per evitare la formazione di bolle di gas nel sangue.
I sub finlandesi coinvolti nelle operazioni di recupero sono Sami Paakkarinen, la guida del gruppo, Jenni Westerlund e Patrik Grönqvist, tutti specializzati in immersioni profonde in grotta. Sono equipaggiati con rebreather, sistemi di respirazione a circuito chiuso che consentono immersioni prolungate, e scooter subacquei a batteria per affrontare le correnti e facilitare il movimento sott’acqua.
Il recupero dell’attrezzatura dei sub potrebbe fornire informazioni cruciali su cosa sia accaduto durante l’immersione. Ogni subacqueo porta con sé un computer subacqueo che registra profondità e tempi, cruciali per le operazioni di decompressione. Si attende il recupero sia dei corpi che dei dispositivi nei prossimi giorni.