Il Tar del Lazio respinge la richiesta di sospensione del referendum sulla giustizia
Il Tar del Lazio ha respinto la richiesta di sospensiva urgente presentata da un gruppo di giuristi promotori di un referendum, stabilendo che la consultazione potrebbe svolgersi il 22 e 23 marzo, come stabilito dal Consiglio dei Ministri e approvato dal Quirinale, riporta Attuale.
Nell’aula della Camera, il ministro della Giustizia Carlo Nordio aveva già espresso la propria fiducia riguardo all’assenza di problematiche legali relative al referendum, affermando con convinzione che “non temo i ricorsi sul referendum”. Il suo discorso è avvenuto in occasione della presentazione del libro ‘Per una nuova giustizia’, in cui illustra le motivazioni dietro la sua riforma.
Nordio ha anche criticato il Consiglio superiore della magistratura, sostenendo che quest’ultimo non interviene sufficientemente nei casi di errori gravi da parte dei magistrati, definendo la situazione come una “giustizia domestica e correntizia”. A seguito dell’annuncio del Tar, le reazioni sono state immediate: l’aula è stata rapidamente svuotata e le auto blu hanno preso il sopravvento. Tuttavia, la questione non è risolta: il Tar ha fissato un’udienza per il 27 gennaio per ulteriori sviluppi.
Carlo Guglielmi, portavoce del comitato promotore, ha commentato il fraintendimento riguardo la decisione del Tar, specificando che non ha rigettato il ricorso in sé, ma ha detto di volere discutere le difese dello Stato prima di prendere una decisione definitiva. Ventidue giorni dopo, il dibattito si intensificherà, dato che il numero di firme raccolte ha superato le 400.000.
Il vicepremier e leader di Forza Italia, Antonio Tajani, ha affermato che il governo procederà come previsto, indipendentemente dall’esito del referendum. D’altro canto, Debora Serracchiani del Partito Democratico ha sollevato preoccupazioni circa la fretta del voto, sottolineando il rischio di bloccare il dibattito pubblico. Inoltre, i recenti sondaggi mostrano una crescita del fronte del “no”, considerato più motivato, mentre l’astensionismo potrebbe nuocere al “sì”.
Riccardo Magi di +Europa ha ribadito l’importanza di estendere il diritto di voto ai cittadini all’estero. Allo stesso tempo, molti esponenti dell’opposizione si sono espressi a favore del “sì”, sollevando interrogativi sulle reali motivazioni di queste alleanze. Un esponente del PD ha ironizzato sulla situazione, sottolineando l’incertezza e la confusione nel panorama politico attuale, ma l’accordo su un fatto è chiaro: l’argomento è di grande rilevanza e richiede attenzione immediata.