Nuove regole per la Green Card: richiesta obbligatoria dal paese d’origine
Il governo degli Stati Uniti ha annunciato venerdì che la maggior parte delle persone che desiderano ottenere un permesso di residenza permanente, comunemente conosciuto come Green Card, dovrà fare domanda dal proprio paese d’origine. Non sarà più possibile richiederla e ottenerla mentre si vive e lavora negli Stati Uniti; sarà necessario uscire e poi rientrare con il permesso ottenuto. Saranno previste esenzioni solo in “circostanze eccezionali”, riporta Attuale.
Questa decisione avrà gravi conseguenze per centinaia di migliaia di persone e si inserisce nel contesto più ampio delle politiche adottate dall’amministrazione Trump, mirate a ostacolare e limitare l’immigrazione, anche quella legale.
Le domande dovranno essere presentate presso il servizio consolare dell’ambasciata statunitense nel paese d’origine. Questo processo richiederà più tempo, poiché le richieste saranno gestite da uffici con meno risorse rispetto a quelli attuali. Inoltre, c’è il rischio concreto di separazione delle famiglie già presenti negli Stati Uniti e la possibilità che alcune richieste vengano negate, impedendo il rientro negli USA.
La Green Card consente di vivere e lavorare negli Stati Uniti ed è generalmente il passo precedente alla cittadinanza. Ogni anno, circa 500.000 persone la ottengono mentre si trovano già regolarmente negli Stati Uniti, ad esempio per motivi di lavoro o per matrimonio con cittadini americani.
Il governo ha affermato che questa decisione è necessaria per evitare che le persone a cui viene rifiutata la residenza restino irregolarmente nel paese. Zach Kahler, portavoce dei servizi per la Cittadinanza e l’Immigrazione, ha dichiarato che coloro che portano “un beneficio economico” o che sono in “interesse nazionale” potranno comunque presentare domanda dagli Stati Uniti.
Simile ad altre decisioni dell’amministrazione Trump, anche questa modifica ha scatenato confusione. Diversi avvocati dell’immigrazione hanno riferito al New York Times di aver ricevuto numerosi contatti da persone preoccupate per l’impatto che queste nuove regole potrebbero avere sulle loro richieste.
Da quando Trump è tornato alla presidenza, ha adottato diverse misure per limitare l’immigrazione legale. Nel settembre 2025, ad esempio, ha deciso di aumentare i costi per i visti H-1B, usati per impiegare lavoratori stranieri specializzati. Inoltre, ha avviato un processo per revocare la cittadinanza a centinaia di cittadini naturalizzati e per riesaminare migliaia di permessi di residenza permanente, al fine di garantire che non siano stati concessi a immigrati irregolari.