Vertice Iran-Saudita in Oman: Incontro rinviato e crescenti tensioni nella regione
Dopo l’annuncio di un incontro in Oman tra Iran, Arabia Saudita e emiri del Golfo, il vertice è stato rinviato all’ultimo minuto, nonostante le delegazioni fossero già arrivate. La decisione è stata presa a breve nella giornata programmatica, affrontando un tema generico come la sicurezza, ma gli aspetti urgenti necessitavano di ulteriori approfondimenti, tra cui il rischio nel Golfo di Hormuz e le mosse dei ribelli Houthi, che hanno lasciato intendere che i negoziati sarebbero stati infruttuosi finché le condizioni americane non fossero state soddisfatte, riporta Attuale.
Il rinvio del vertice porta a interrogarsi sugli emiri, divisi tra continuare a fare affari e affrontare un conflitto crescente. Con i due Stretti del petrolio sotto crescente controllo iraniano e un oleodotto gravemente danneggiato, i mercati li osservano con preoccupazione, mentre i ribelli yemeniti annunciano nuove offensive più potenti in territorio saudita. I ribelli hanno ottenuto il controllo di Mocha e delle isole sopra Bab el-Mandeb, bloccando una rotta chiave per le superpetroliere.
Nel frattempo, il governo yemenita e l’Arabia Saudita hanno risposto lanciando attacchi aerei su posizioni Houthi, promettendo significativi rinforzi a breve termine. Tuttavia, la situazione continua a deteriorarsi. Un cargo iraniano è stato colpito a Hormuz, causando la morte di un componente del personale, mentre si stima che gli sfollati nel conflitto yemenita abbiano superato i 90.000 dalle avanzate dei ribelli che hanno avuto luogo da luglio a oggi.
La crisi petrolifera si fa sentire a Riad, dove le scorte potrebbero esaurirsi rapidamente se la pipeline Est-Ovest rimarrà chiusa, mettendo in pericolo il 4% della produzione globale di petrolio. Questa pressione sta spingendo i leader del Qatar, Arabia Saudita e Emirati a considerare la possibilità di aprire un tavolo di trattative che, per la prima volta in decenni, potrebbe emancipare le monarchie arabe dall’influenza diretta della Casa Bianca.
Tuttavia, c’è un forte pessimismo nel trovare una via diplomatica per risolvere la crisi. Le ambizioni degli Houthi, fortificate nel corso di 22 anni di conflitti e sei guerre con Riad, pongono un’ulteriore pressione sulla leadership saudita e su Mohammad bin Salman, costringendoli a considerare una negoziazione con l’Iran, possibilmente attraverso canali amichevoli emiratini. Questa chiave diplomatica è vista come un opzione preferibile rispetto all’affidarsi ad altri attori regionali come Turchia o Pakistan, come indicato da un editorialista di Abu Dhabi.