Rocchi risponde alle accuse di frode sportiva nell’inchiesta sugli arbitri di Milano

07.07.2026 17:45
Rocchi risponde alle accuse di frode sportiva nell'inchiesta sugli arbitri di Milano

Sei giorni fa, l’ex designatore degli arbitri Gianluca Rocchi si è difeso davanti ai pm di Milano contro le accuse di concorso in frode sportiva, nel contesto di un’inchiesta sul sistema arbitrale guidato dal pm Maurizio Ascione, coadiuvato dall’aggiunto Paolo Ielo. Rocchi, sottoposto a interrogatorio a fine aprile, aveva scelto di non rispondere alle domande degli inquirenti, ma la scorsa settimana, assistito dagli avvocati Antonio Bana e Antonio D’Avirro, ha deciso di replicare alle accuse, soffermandosi su presunti favoritismi nelle designazioni arbitrali, in particolare riguardo al “poco gradito” all’Inter Daniele Doveri e all'”arbitro gradito” Andrea Colombo, per una trasferta.

Secondo l’accusa, Rocchi avrebbe operato per evitare che Doveri arbitrasse partite cruciali, mentre Colombo sarebbe stato favorito in una specifica designazione. Stando alle accuse, Rocchi avrebbe anche influito sul non assegnato rigore all’Udinese durante una partita contro il Parma nel 2025, utilizzando le famose “bussate” per esercitare pressioni sulla sala Var.

Nei giorni recenti, i pm hanno anche interrogato come testimoni Antonio Zappi, ex presidente dell’Associazione Italiana Arbitri, e Alfredo Trentalange, ex numero uno dell’AIA, per fornire ulteriore chiarezza sull’inchiesta in corso.

I tempi previsti

Nei prossimi giorni, prima del trasferimento del pm Ascione alla Procura Europea previsto per il 15 luglio, gli inquirenti dovrebbero chiudere l’indagine, decidendo se procedere con una richiesta di processo o un’archiviazione, e valutare se trasmettere gli atti alla giustizia sportiva.

Gli altri indagati

Tra i nomi nel registro degli indagati, come rivelato mesi fa, figurano Andrea Gervasoni, ex supervisore Var, e i varisti Daniele Paterna, Luigi Nasca e Oreste Di Vuolo. Il caso, iniziato nell’autunno 2024 a seguito di un esposto, comprende due aree principali: le “bussate” per influenzare le decisioni degli ufficiali Var e le presunte “combine” per manipolare alcune designazioni, in particolare a favore dell’Inter.

L’incontro a San Siro

Gli investigatori hanno ricostruito un presunto accordo avvenuto il 2 aprile 2025, allo stadio di San Siro, tra Rocchi e altri per “combinare” la designazione dell’arbitro Colombo per una trasferta a Bologna del 20 aprile. L’obiettivo era prevenire che Doveri, considerato “poco gradito”, officiasse partite decisive per il club nerazzurro, inclusa la finale di Coppa Italia.

Le intercettazioni

L’inchiesta ha fatto uso di numerose intercettazioni, ma non sono state effettuate perquisizioni o sequestri di dispositivi elettronici. Diverse testimonianze sono state raccolte, incluso quella di Giorgio Schenone, manager del club referee dell’Inter. La Procura, sotto la direzione di Marcello Viola, si prepara a definire il fascicolo, ribadendo nei mesi passati che l’Inter e i suoi dirigenti non erano coinvolti nell’inchiesta, riporta Attuale.

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