A San Paolo, il sistema di riconoscimento facciale monitorizza la città con 50mila telecamere
A San Paolo, in Brasile, un sistema di riconoscimento facciale composto da 50mila telecamere controlla quasi ogni strada della città. Le immagini catturate vengono confrontate in tempo reale con un database di persone ricercate, e, nel caso di corrispondenze, la pattuglia di polizia più vicina viene inviata per l’arresto. Un tabellone elettronico, chiamato “prisômetro”, tiene traccia delle statistiche sugli arresti: attualmente conta oltre 3mila ricercati catturati e quasi 6mila arresti effettuati in flagranza, riporta Attuale.
Il sistema, noto come Smart Sampa, è orgoglio del sindaco Ricardo Nunes del Movimento Democratico Brasiliano, e è stato introdotto nel 2024 con l’obiettivo di affrontare il crimine nella megalopoli da 12 milioni di abitanti. Tuttavia, ha generato forti critiche riguardo agli errori, comunemente riscontrati nei confronti della popolazione nera, alle possibili violazioni della privacy e ai potenziali usi futuri che potrebbero limitare i diritti civili.
Smart Sampa rappresenta uno dei sistemi di riconoscimento facciale più diffusi al mondo. Mentre la rete di San Paolo è la più estesa del Brasile, città come Florianópolis e Belo Horizonte hanno avviato iniziative simili. Secondo il progetto di ricerca O Panóptico, attualmente sono attivi in Brasile 561 progetti che monitorano quasi 99 milioni di brasiliani, corrispondente al 47% della popolazione totale.
Il sistema di video-sorveglianza è iniziato nel 2024 con circa 20mila telecamere, un numero che è raddoppiato e che deve crescere ulteriormente fino a 100mila entro il 2028. Quasi la metà delle telecamere è fornita da privati, inclusi condomini, uffici e negozi. La loro installazione è accompagnata da un network di sorveglianza che include anche mezzi di trasporto pubblico e veicoli della polizia.
Precedentemente, la metropolitana di San Paolo aveva implementato un protocollo di riconoscimento facciale che è stato sospeso per preoccupazioni relative alla privacy. Gli utilizzatori ricevono pubblicità mirate basate sulle loro informazioni personali, un aspetto che ha sollevato interrogativi etici.
Il sistema ha anche la funzione di localizzare persone scomparse e di attivare i vigili del fuoco rapidamente, ma i politici locali enfatizzano principalmente i suoi effetti sulla sicurezza. Sebbene l’amministrazione di San Paolo affermi che i furti siano diminuiti del 15%, tali statistiche sono contestate, dato che il tasso di criminalità è in calo da un decennio.
Tuttavia, molte delle persone arrestate sono colpevoli di reati minori, come l’inadempimento degli alimenti, il che ridimensiona l’efficacia del programma rispetto a crimini violenti. Anche i costi del sistema sono oggetto di discussione, con una spesa mensile di circa 1,5 milioni di euro, che può risultare insostenibile per le città più piccole.
Il sistema di intelligenza artificiale attiva l’invio di pattuglie quando trova corrispondenze superiori al 92% tra le immagini, ma gli errori, stimati dall’1%, possono comunque avere rilevanti conseguenze. Sono stati documentati casi di arresti ripetuti per false corrispondenze, incluso un episodio in cui un arresto violento ha causato un parto prematuro.
Organizzazioni non governative hanno avvertito che il sistema potrebbe essere usato per reprimere manifestazioni e limitare i diritti civili. Le immagini raccolte vengono conservate per 30 giorni e poi distrutte. La tecnologia di riconoscimento facciale impiegata è fornita da FindFace, un software dell’azienda russa Ntechlab, nota per il suo uso da parte di regimi autoritari.
Nonostante le polemiche, l’amministrazione di San Paolo promuove l’accettazione del sistema tra la popolazione, sostenendo che oltre il 90% degli abitanti lo consideri utile per la sicurezza. Questi numeri, però, non provengono da indagini indipendenti e destano qualche scetticismo. La sicurezza sarà un tema cruciale nelle elezioni presidenziali del prossimo autunno, con proposte in corso al parlamento per estendere il sistema di video-sorveglianza a livello federale in vari ambiti pubblici.
Mah, che roba assurda! 50mila telecamere per monitorare ogni angolo della città… sembra di vivere in un film di fantascienza! E poi… gli arresti per furti minori? Non so se sia davvero sicurezza o solo una scusa per limitare la libertà. La privacy è un diritto, non un lusso!