Scontri violenti ad Aleppo tra il governo siriano e le Forze democratiche siriane

09.01.2026 09:25
Scontri violenti ad Aleppo tra il governo siriano e le Forze democratiche siriane

Violenti scontri ad Aleppo tra forze governative siriane e SDF, almeno 21 morti

Le milizie governative siriane del presidente Ahmed al Sharaa sono entrate in conflitto con i gruppi curdi delle Forze democratiche siriane (SDF) in alcuni quartieri di Aleppo, la seconda città più importante della Siria, nel nord-ovest del paese, causando almeno 21 morti tra la popolazione civile. Questo è il conflitto più grave dalla caduta del regime di Bashar al-Assad avvenuta nel dicembre 2024, riporta Attuale.

La questione curda si conferma estremamente complessa per il futuro della Siria, con le SDF che controllano da sei anni una vasta area del nord-est del paese e parte di Aleppo. I colloqui tra il governo siriano e le forze curde per integrare le istituzioni curde nel nuovo stato sono fermi, e i già tesi rapporti sono sfociati in scontri precedenti e ora in quelli attuali.

Gli scontri si stanno prevalentemente svolgendo nei quartieri di Sheikh Maqsoud, Ashrafieh e Bani Zaid, popolati maggiormente da curdi. L’esercito siriano ha lanciato offensive per riprendere il controllo di queste aree, mentre le due fazioni si accusano a vicenda di essere state le prime a iniziare le ostilità. Giovedì, il governo siriano aveva dichiarato un cessate il fuoco, previsto fino alla mattina di venerdì, ma successivamente è stato esteso senza chiarezza sui termini. L’intento è quello di consentire ai civili rimasti di evacuare e ai soldati SDF di ritirarsi dalle zone di conflitto. Testimoni affermano che le forze governative hanno già conquistato il quartiere di Ashrafieh e stanno avanzando a Sheikh Maqsoud.

Secondo il Comitato centrale di risposta di Aleppo, oltre 140mila persone sono state costrette ad abbandonare le proprie case a causa dei combattimenti, cercando rifugio in chiese o in altre parti della città e della Siria. Sono stati segnalati bombardamenti, attacchi con droni e scontri a fuoco, con l’uso di carri armati. Le SDF affermano che 12 civili sono stati uccisi durante gli attacchi delle milizie governative, mentre il governo segnala nove morti tra i civili a causa delle forze curde. Questi bilanci sono comunque provvisori e non forniscono dati sui militari coinvolti.

La scorsa settimana, il leader delle SDF, Mazloum Abdi, aveva partecipato a un incontro volto a integrare le forze curde nel governo centrale, ma ha dichiarato che gli attacchi attuali “compromettono le possibilità di raggiungere un accordo”. Le trattative per l’integrazione delle aree controllate dai curdi, che rappresentano circa un terzo della Siria e comprendono territori ricchi di risorse petrolifere, si erano già bloccate a causa delle richieste curde di maggiore autonomia e decentralizzazione.

Le SDF, che in passato furono i principali alleati degli Stati Uniti nella lotta contro lo Stato Islamico in Siria, si trovano ora in una posizione critica. La Turchia, alleata del nuovo governo siriano, considera le SDF un’organizzazione terroristica a causa della loro affiliazione con il Partito dei Lavoratori del Kurdistan (PKK). Gli scontri al confine tra Turchia e le aree controllate dalle SDF sono aumentati negli ultimi anni.

La storia recente di Aleppo è segnata da uno dei conflitti più sanguinosi della guerra civile siriana, con il regime di Assad che ha riconquistato la città dopo quattro anni di assedi e battaglie. Nel 2023, Aleppo, già devastata, è stata gravemente colpita anche da un terremoto.

1 Comment

  1. Non si può credere che la situazione in Siria continui a peggiorare così, è una tragedia senza fine… Ma perché il mondo resta a guardare? Le vittime innocenti sono troppe e sembra che nessuno voglia fare qualcosa di concreto per fermare questo massacro. Assurdo.

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