Iran, nuovi negoziati in crisi: la Marina italiana invia quattro navi nello Stretto

23.04.2026 07:55
Iran, nuovi negoziati in crisi: la Marina italiana invia quattro navi nello Stretto

Trump prolungato il cessate il fuoco, ma la crisi negoziale continua

Donald Trump ha annunciato il prolungamento del cessate il fuoco con l’Iran, nell’attesa di una risposta da Teheran, durante una giornata di nervosa attesa da parte degli Stati Uniti. Il team negoziale guidato da JD Vance ha cercato di cogliere ogni segnale dal presidente del Parlamento iraniano, Mohammed Ghalibaf, mentre la tensione rimane alta e le posizioni sembrano distanti, riporta Attuale.

Gli ayatollah hanno rifiutato di allentare la loro posizione, ripetendo che le richieste americane devono essere ridimensionate per proseguire i colloqui. Così, la situazione rimane nella paralisi. Trump ha ammesso di essere costretto a prorogare il cessate il fuoco, non volendo riprendere le operazioni militari e cercando di distogliere l’attenzione da un dossier che sta minando la sua credibilità. Secondo il Washington Post, Trump è disposto a considerare un accordo che rispecchi compromessi simili a quelli previsti dal Jcpoa di Barack Obama, che lui stesso aveva criticato e annullato.

Secondo esperti, la Repubblica Islamica sostiene di essere in una posizione di forza, affermando che la sua economia, già in crisi prima del 28 febbraio, è pronta a resistere più a lungo rispetto agli Stati Uniti. Ali Vaez, esperto di relazioni internazionali, ha affermato che gli iraniani possono tollerare un prolungamento del conflitto, ma la realtà è che Trump non potrebbe permettere la chiusura dello Stretto di Hormuz per un lungo periodo, con una sempre crescente pressione interna.

Le dichiarazioni delle due parti riflettono una profonda divergenza. Mentre Trump parla di un cessate il fuoco temporaneo per consentire a Teheran di elaborare una controproposta, l’agenzia semi-ufficiale Tasnim dichiara che l’Iran non ha accettato formalmente la tregua e non è disponibile a negoziare nei tempi previsti.

Il presidente americano punta il dito contro il regime iraniano, sostenendo che non riesce a trovare una posizione comune, mentre Teheran attribuisce le colpe a Trump, accusandolo di mantenere bloccati i porti e di aver sequestrato una nave iraniana durante i colloqui.

Secondo l’analista Dennis Citrinowicz, se la pressione esercitata dagli Stati Uniti non sarà sufficiente, esiste il rischio che Trump perda la pazienza, portando a una nuova escalation militare o, al contrario, a un ritiro dal conflitto. L’inefficacia del blocco marittimo potrebbe spingere gli ayatollah a intensificare le loro azioni contro il sistema globale, avendo dimostrato storicamente una notevole tolleranza alle pressioni economiche.

In caso di un blocco efficace, si prevede che ci sarà un incremento della tensione nelle acque di Hormuz, dove si è registrata una escalation recente, caratterizzata da sequestri di mercantili. Gli iraniani parlano di un “occhio per occhio, nave per nave”, mentre il Pentagono stima che per ripulire lo Stretto da eventuali mine ci vorranno almeno sei mesi. La Marina militare italiana, insieme a una coalizione internazionale che include Francia, Inghilterra, Olanda e Belgio, ha pianificato l’invio di quattro navi nella regione.

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