Simandou: partirà il primo carico di ferro dalla Guinea dopo 30 anni di lavori e investimenti cinesi

09.12.2025 18:15
Simandou: partirà il primo carico di ferro dalla Guinea dopo 30 anni di lavori e investimenti cinesi

Inizio delle operazioni di estrazione mineraria a Simandou in Guinea

Il 3 dicembre, dalla Guinea, è partito il primo carico di ferro estratto dalla miniera di Simandou, un progetto colossale che ha preso forma dopo trent’anni di lavori e oltre 20 miliardi di dollari di investimenti, principalmente cinesi. Questo investimento rappresenta la cifra più alta mai spesa per operazioni minerarie del genere, secondo fonti, per la Cina questa miniera è fondamentale per attenuare la sua dipendenza dall’Australia, il maggiore esportatore mondiale di ferro, riporta Attuale.

La miniera di Simandou detiene riserve stimate in almeno 3 miliardi di tonnellate di ferro, con una produzione prevista di 120 milioni di tonnellate all’anno al picco della sua operatività. Questo sviluppo è un’opportunità significativa per la Guinea, uno dei paesi più poveri al mondo, che dal 2021 è governato da una giunta militare, guidata dal generale Mamady Doumbouya, responsabile di un colpo di stato in quel anno.

Con l’attivazione della miniera, il governo guineano si troverà a gestire un volume di entrate drasticamente maggiore rispetto al passato, presentando sfide in un ambiente politico instabile e corrotto. Un aumento così significativo delle esportazioni di ferro senza un piano adeguato potrebbe portare a un apprezzamento della moneta locale, il franco guineano, a detrimento della competitività di altri beni d’esportazione del paese, tra cui oro e alluminio.

Il 28 dicembre si svolgeranno le elezioni presidenziali in Guinea, inizialmente presentate come una transizione verso un governo democratico, ma che secondo molti osservatori sono state utilizzate da Doumbouya per legittimare la sua posizione. Ha promettendo di investire i ricavi della miniera in progetti pubblici, con intenzione di spendere 200 miliardi di dollari nei prossimi 15 anni, ma ha anche escluso le opposizioni e limitato severamente la libertà di stampa.

Il giacimento minerario fu scoperto nel 1997 e i diritti di esplorazione furono inizialmente assegnati a Rio Tinto. L’attuazione del progetto ha visto ritardi e difficoltà pratiche, tra cui problemi di approvvigionamento e scandali di corruzione. Un’importante infrastruttura necessaria è stata la costruzione di una ferrovia di 620 chilometri e un porto, Morébaya, reso operativo solo di recente.

La nuova iniziativa ha preso slancio con un significativo supporto finanziario da parte del governo cinese attraverso il consorzio WCS e aziende cinesi. La miniera di Simandou costituisce una soluzione strategica per la Cina, permettendo l’accesso a una fonte di ferro più diretta e potenzialmente abbondante, contribuendo a ridurre i prezzi globali della materia prima nei prossimi due anni.

Dopo l’ingresso cinese, altre compagnie, inclusa Rio Tinto, hanno scelto di rimanere coinvolte, ma ora con una partecipazione ridotta. Lo Stato guineano detiene una quota del 15% in ogni sito minerario, nella ferrovia e nel porto, nonché diritti di veto su decisioni strategiche, mentre la maggioranza delle azioni è di proprietà cinese.

1 Comment

  1. Incredibile come dopo tanti anni di ritardi e corruzione, finalmente parta questa miniera. Però, c’è da avere paura di come verranno gestiti questi soldi… La Guinea ha scelto un governo militare, e chissà come investiranno i proventi! é davvero un bel rischio!

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