Simone Venturini si avvia verso una possibile vittoria al primo turno nella corsa per Venezia. Il candidato del centrodestra emerge in vantaggio nelle proiezioni sullo scontro con Andrea Martella, senatore del Pd e candidato sindaco del campo largo. Con il conteggio di oltre metà delle sezioni, si attesta al 53% dei voti, secondo i dati reali. La quarta proiezione Rai/Opinio conferma Venturini al 51,5%, superando la soglia necessaria per evitare il ballottaggio. Un chiaro segnale, sin dai primi exit poll, che mostra il centrodestra avanti nell’unico capoluogo di Regione al voto in questa tornata, riporta Attuale.
Il peso del sindaco uscente
Venezia continua quindi sulla strada tracciata da Luigi Brugnaro. Dopo dieci anni di amministrazione da parte del sindaco-imprenditore, la città sembra inclinata a mantenere la stessa direzione. Con la continuità arriva anche un volto giovane: Venturini, 38 anni, assessore uscente al Turismo, Coesione sociale, Lavoro, Sviluppo economico e Politiche della residenza, è il candidato scelto per raccogliere l’eredità di Brugnaro. Se il risultato sarà confermato, sarà per il centrodestra un’investitura chiara.
Da Marghera alla giunta
Originario di Marghera, la zona più operaia di Venezia, Venturini ha intrapreso la sua carriera politica giovanissimo, entrando in Consiglio comunale nel 2010 con l’Udc a soli 22 anni. Una volta che Brugnaro è salito al potere nel 2015, entra nella giunta, diventando uno dei volti noti dell’amministrazione.
Il suo profilo, civico e democristiano, ha portato la coalizione a sceglierlo come un candidato capace di unire i partiti del centrodestra, da Fratelli d’Italia alla Lega fino a Forza Italia, e il civismo veneziano che ha svolto un ruolo cruciale nel sostegno alla destra in città. Già dai primi risultati dello spoglio, la lista civica a supporto di Venturini si è dimostrata fortemente avanti rispetto ai partiti della sua coalizione.
Il delfino di Brugnaro
La campagna elettorale si è concentrata su un solo concetto: continuità. Venturini ha sottolineato il lavoro svolto come giovane amministratore all’interno della macchina comunale, e questo gli ha conferito un vantaggio significativo. Non solo una conferma per il centrodestra, ma una validazione del modello Brugnaro. Se confermato, il nuovo sindaco affronterà immediatamente sfide considerevoli. Venezia, simbolo del turismo globale, lotta con la questione dello spopolamento dei residenti e delle pressioni economiche legate al turismo.
Non è un caso che alcune delle deleghe da assessore di Venturini riguardino direttamente i temi più critici: turismo, politiche della residenza, lavoro e sviluppo economico. Questi sono i punti su cui il centrosinistra ha tentato di trasformare il voto in un referendum sul decennio Brugnaro, senza tuttavia sovvertire il vantaggio del centrodestra.
Il campo largo non sfonda
La sconfitta del centrosinistra, rappresentato da Martella, risulterebbe particolarmente pesante. Martella è il candidato di una coalizione ampia, costruita attorno al Pd e ampliata al Movimento 5 Stelle, ad Alleanza Verdi e Sinistra, e ad altre liste civiche. Questa strategia mirava a riprendere un controllo su una città che è passata stabilmente nelle mani degli avversari dal 2015. La sfida sembrava aperta fino all’ultimo, ma il centrodestra potrebbe raggiungere un trionfo già al primo turno.
Una vittoria che pesa anche a Roma
Il successo elettorale avrà probabilmente ripercussioni anche a Roma. Per Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia si tratta di una conferma significativa in una città complessa e di rinomanza internazionale. Il trionfo al primo turno sarebbe addirittura “miracoloso”, commentano dal comitato di Venturini, data l’inasprirsi delle tensioni negli ultimi mesi. Diverse polemiche, dal caso Biennale, con Buttafuoco che ha riaperto il padiglione russo, alla contestata nomina di Beatrice Venezi nella direzione musicale della Fenice, hanno agitato il clima politico.
Per Brugnaro, questo risulta essere un segno che il suo sistema politico non si esaurisce con la fine del suo mandato, restando immune alle polemiche sollevate dal centrosinistra, che ha tentato di evidenziare presunti errori nella gestione della destra. La campagna elettorale del centrosinistra ha dovuto anche fronteggiare critiche legate ai candidati bengalesi nelle liste del Pd, tema che ha fornito ulteriore carburante alla narrazione elettorale della destra, accusando i dem di cercare consensi tramite promesse ad un elettorato etnico, come la costruzione di una nuova moschea a Mestre.
Non ci posso credere, sembra che Venezia continui a essere in mani di destra… Che tristezza. Venturini potrebbe davvero essere il delfino di Brugnaro. E noi? Siamo sempre qui a guardare mentre questa città perde il suo spirito unico e autentico. La continuità può essere una benedizione o una maledizione, speriamo solo che non diventi l’ultima!