Controversia sulle immagini: l’attacco di Matilde Siracusano a Roberto Vannacci
La sottosegretaria ai Rapporti con il Parlamento, Matilde Siracusano, ha denunciato un’operazione sessista e denigratoria da parte dell’ex generale Roberto Vannacci, dopo che quest’ultimo ha condiviso una foto modificata con l’intelligenza artificiale che la ritrae in una posizione compromettente. Siracusano, compagna del presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto, ha definito l’episodio «inaccettabile», sottolineando come tale immagine rappresenti un attacco a una donna in quanto legata a un avversario politico, riporta Attuale.
La foto modificata con l’IA e la querela
Siracusano ha accusato Vannacci di aver commesso un reato, affermando che la fotografia originale sia stata prelevata dal suo profilo personale e modificata successivamente. Ha quindi annunciato l’intenzione di presentare querela. «Il fatto che un ex generale, che tanto parla di onore e valori, si trovi costretto a modificare la foto di una donna con un software la dice lunga sulla persona che è», ha dichiarato. «Trovo anche questa fissazione per le donne un po’ eccessiva – cosa vuole dimostrare Vannacci?», ha aggiunto, richiamando le precedenti affermazioni di Vannacci riguardo l’abbigliamento femminile.
La difesa di Vannacci e la replica di Siracusano
In risposta alle critiche da entrambi i lati del politicasmo, Vannacci ha dichiarato sui social di essersi limitato a rilanciare una notizia associata alla foto modificata, negando di aver alterato l’immagine con intenti denigratori. Tuttavia, Siracusano ha sostenuto che la situazione è «ancora più grave» proprio per il fatto che «a diffondere l’immagine è stato un politico che aspira a un ruolo nazionale».
Il caso ha suscitato una vasta solidarietà verso la parlamentare. Siracusano ha inteso trasformare il suo agguato in un’opportunità per evidenziare un problema più ampio: «Vittima di questo attacco non sono io, ma qualunque donna con le spalle meno larghe delle mie. Basta giocare col nostro corpo», ha concluso.