Sospetta perdita di petrolio attorno all’isola iraniana di Kharg nel golfo Persico

09.05.2026 12:25
Sospetta perdita di petrolio attorno all'isola iraniana di Kharg nel golfo Persico

Possibile sversamento di petrolio nel golfo Persico vicino all’isola di Kharg

Recenti immagini satellitari hanno rivelato quello che appare come uno sversamento di petrolio attorno all’isola di Kharg, situata a circa trenta chilometri dalla costa iraniana, un’area cruciale per lo stoccaggio e il caricamento del petrolio iraniano destinato all’esportazione, riporta Attuale.

Karg, sebbene di dimensioni ridotte, è vitale per l’industria petrolifera iraniana, con il 90% del greggio esportato prima della guerra che transitava attraverso questa isola. La sua profondità consente l’attracco di petroliere, un vantaggio che ha orientato l’industria verso questa località. Tuttavia, lo sversamento si aggiunge a una serie di difficoltà affrontate dall’industria petrolifera iraniana, già pressata da anni di sanzioni.

L’isola ha subito attacchi ripetuti da parte degli Stati Uniti negli ultimi tempi, ma questi sono stati indirizzati prevalentemente verso obiettivi militari, per cui non è chiaro se il recente sversamento sia correlato alle operazioni militari. L’aumento della pressione sulla già fragile industria è stato aggravato dalle infrastrutture obsolete e dalla mancanza di adeguata manutenzione, con guasti e perdite che non sono eventi rari. Tuttavia, questo sversamento potrebbe essere il più significativo dall’inizio del conflitto.

Secondo Orbital EOS, esperti in monitoraggio delle perdite di petrolio, si stima che la perdita attorno a Kharg possa ammontare a circa 3.000 barili (quasi 500.000 litri). Sebbene questa quantità possa sembrare ingente, rappresenta solo una frazione del carico di una singola petroliera, che può trasportare fino a 3 milioni di barili.

Le cause di questo sversamento rimangono sconosciute: potrebbe derivare da una perdita di una petroliera, di un oleodotto, di una cisterna, oppure da un rilascio volontario dovuto a problemi di stoccaggio. Attualmente, le esportazioni iraniane sono notevolmente limitate dall’embargo statunitense, rendendo difficile la gestione della produzione di greggio che non può essere completamente interrotta.

In risposta a queste difficoltà, il regime ha cercato soluzioni alternative per stoccare il petrolio in eccesso, facendo ricorso a strutture di fortuna come container e depositi non più utilizzati. Questo tentativo di recupero sull’isola di Kharg, però, alimenta ulteriormente le preoccupazioni per l’ambiente circostante.

Il sito del golfo Persico, già vulnerabile a stress ambientali come l’aumento della temperatura e dell’inquinamento, è ora a rischio di ulteriori danni. Le perdite di petrolio possono avere effetti devastanti sugli ecosistemi marini, danneggiando mangrovie e coralli, compromettendo la nidificazione di uccelli e tartarughe, e influenzando negativamente la pesca e i sistemi di dissalazione. Maggiore sarà il ritardo nella risposta all’incidente, più gravi saranno le conseguenze a lungo termine.

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