Attentato a Charlie Kirk: ricercato l’autore dell’omicidio durante un evento pubblico
Il noto attivista della destra statunitense Charlie Kirk è stato assassinato mercoledì mentre si trovava in un incontro pubblico con gli studenti alla Utah Valley University a Orem, nello Utah. Le indagini per rintracciare l’attentatore sono ancora in corso, dopo che due persone sono state arrestate, ma entrambe sono state rilasciate in quanto non colpevoli, riporta Attuale.
Kirk, di 31 anni, è stato colpito intorno alle 12:20 locali (le 20:20 di mercoledì in Italia) mentre parlava a un evento del “The American Comeback Tour”, un format di dibattiti pubblici frequente nelle università statunitensi. È stato colpito mentre si trovava sotto un gazebo, davanti a una folla di circa 3.000 persone.
Subito dopo essere stato ferito, Kirk ha perso molto sangue e, mentre la folla si disperdeva in preda al panico, è stato trasportato d’urgenza, ma è deceduto poco dopo. Le autorità hanno indicato che il colpo è stato sparato probabilmente da una lunga distanza. Due video, circolanti online, mostrano una persona sul tetto di un edificio vicino, il Losee Center, a circa 140 metri dal luogo dell’attentato. In uno di questi video, girato da un professore della scuola, si vede la persona che sembra fuggire subito dopo lo sparo; tuttavia, non ci sono conferme che si tratti dell’attentatore.
Kirk era una figura di spicco nei circoli conservatori e un sostenitore fidato del presidente Donald Trump. Nel 2012 aveva fondato Turning Point USA, un’organizzazione politica giovanile volta a promuovere le idee conservatrici nei campus statunitensi. La sua influenza è stata cruciale per il consenso ottenuto da Trump tra i giovani, in particolare durante le ultime elezioni.
Kirk aveva ottenuto notevole visibilità sui social media, pubblicando estratti di video dalle sue frequenti sessioni di domande e risposte con gli studenti, dove rispondeva alle critiche e sfidava la predominanza della sinistra nei campus universitari. L’evento in cui è stato assassinato era un dibattito di questo tipo; proprio mentre stava discutendo della violenza legata alle armi negli Stati Uniti, è stato ucciso.
Dopo il colpo, la polizia aveva arrestato un sospettato, ma lo aveva rilasciato poco dopo per mancanza di prove. Mercoledì sera, quando in Italia era già notte, il direttore dell’FBI Kash Patel aveva informato che l’autore era stato individuato e arrestato, ma in una conferenza stampa delle autorità locali è stato smentito, indicandosi che il sospettato era ancora in fuga. Dopo alcune ore di confusione, Patel ha confermato che il sospetto era stato liberato e le ricerche continuano.