Tensioni a Bologna dopo il presidio per Fakir: oltre 50 feriti tra le forze dell’ordine

21.07.2026 11:15
Tensioni a Bologna dopo il presidio per Fakir: oltre 50 feriti tra le forze dell'ordine

Bologna, 21 luglio 2026 – Migliaia di persone hanno partecipato al presidio in piazza Nettuno, dopo l’invito del sindaco Matteo Lepore. Tuttavia, l’arrivo di un centinaio di antagonisti ha portato la piazza a un clima di tensione, con slogan come “assassini” e “via lo scudo penale”, mentre si scandiva “tutto il mondo odia la polizia”. La situazione si è deteriorata, culminando in scontri con la polizia, che ha utilizzato anche idranti per disperdere la folla. Il bilancio dei danni è pesante: numerose vetrine rotte, scritte sui muri e auto incendiate, riporta Attuale.

Le reazioni non si sono fatte attendere, con l’opposizione, rappresentata anche da Galeazzo Bignami, che ha chiesto le dimissioni del primo cittadino. Molti cittadini esprimono la loro frustrazione per una città colpita da un’altra devastazione. La manifestazione era iniziata come un evento di cordoglio per il cittadino marocchino Abderrhaim Fakir, morto al Pilastro durante un intervento della polizia. Nonostante il chiaro appello dei familiari per un ‘no alla violenza’, Bologna vive un’altra giornata difficile.

Le polemiche e le reazioni

Come sempre accade in questi casi, le polemiche sono emerse rapidamente. Il Siulp ha espresso vicinanza agli 80 poliziotti rimasti feriti, sottolineando che la violenza contro le forze di polizia non può essere interpretata come dissenso. Il segretario provinciale Pasquale Palma ha dichiarato: “È inaccettabile che una vicenda tanto delicata sia stata fomentata irresponsabilmente”.

Stefano Paoloni, segretario generale del Sap, ha affermato che oltre 50 poliziotti sono stati feriti durante gli scontri e ha criticato il sindaco Lepore per aver convocato la piazza senza la consapevolezza di poterla gestire. Ha aggiunto: “Aizzare la popolazione contro le forze dell’ordine è molto pericoloso”.

Nel dibattito è intervenuto anche Roberto Vannacci, il quale ha commentato gli eventi su Instagram, accusando la sinistra di essere la causa principale della violenza. Ha sollecitato figure di spicco della sinistra a prendere posizione contro i recenti eventi e criticato il linguaggio incendiario di alcuni rappresentanti della destra politica.

La manifestazione di ieri ha evidenziato le tensioni latenti all’interno della società bolognese, evidenziando la complessità della situazione e le sfide che il sindaco e le autorità dovranno affrontare nei prossimi giorni per ripristinare l’ordine e la coesione sociale.

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