Timori sui possibili effetti di Roberto Vannacci sulle elezioni
La figura di Roberto Vannacci continua a destare preoccupazioni nel panorama politico italiano. Secondo il professor Luigi Di Gregorio, politologo dell’università della Tuscia e la Luiss, i sondaggi indicano che Vannacci sta raccogliendo consensi non solo nella Lega, ma anche tra gli astenuti e gli elettori del Movimento 5 Stelle, il che potrebbe destabilizzare il centrodestra nelle prossime elezioni, riporta Attuale.
Il premier Giorgia Meloni, intervenuta in merito, ha optato per un cambio di strategia, interrompendo un periodo di silenzio sull’argomento e affrontando direttamente la questione nel recente voto parlamentare sul Consiglio europeo. In una fase in cui le competizioni interne sulla destra si intensificano, Meloni sta cercando di contrastare la crescente popolarità di Vannacci, evidenziando il suo impegno verso le parole di sfiducia provenienti dalla sinistra, senza confrontarsi con l’autentica destra di governo. Di Gregorio sottolinea che la narrazione del “tradimento a destra” mantiene sempre un peso significativo.
Meloni si dimostra consapevole del suo posizionamento e della fiducia concessa dagli elettori di centrodestra, accumulata in quattro anni di governo, sebbene non privi di complicazioni e controversie. Tuttavia, per Di Gregorio, finché l’elettorato continuerà a mantenere una “connessione sentimentale” con Meloni, il potenziale di Vannacci potrebbe restare limitato. La premier, pertanto, sta enfatizzando il ruolo anti-sistema di Vannacci, suggerendo che una sua eventuale vittoria sarebbe inaccettabile per il suo elettorato lealista.
Nonostante ciò, Vannacci e il suo emergente partito stanno traendo vantaggio da un’eco mediatica crescente e da un consenso in aumento. Di Gregorio, analizzando la “personalizzazione” delle leadership carismatiche e anti-sistema, evidenzia come Vannacci possa attrarre elettori delusi e astenuti, oltre agli ex sostenitori della Lega, in crisi di identità da diversi anni. Matteo Salvini ha tentato di arginare questa crisi, accogliendo Vannacci nel suo partito, ma senza riuscire a mantenere il controllo su di lui.
Il contesto europeo attuale, caratterizzato dall’ascesa di formazioni di destra radicale e sovranista, tra cui nel Regno Unito e in Germania, rende il profilo “istituzionale” del governo Meloni un possibile freno all’avanzata del partito di Vannacci. Quest’ultimo potrebbe, però, prendere piede ulteriormente in caso di un crollo della fiducia nei confronti della premier, se le responsabilità non fossero attribuite a lui.