Tre morti per sospetta infezione da hantavirus su una nave da crociera in viaggio da Argentina a Capo Verde

04.05.2026 08:45
Tre morti per sospetta infezione da hantavirus su una nave da crociera in viaggio da Argentina a Capo Verde

Tragedia sulla nave da crociera: tre morti per sospetta infezione da hantavirus

Negli ultimi giorni, tre persone sono morte e almeno altre tre sono malate a causa di una sospetta infezione da hantavirus su una nave da crociera in viaggio dall’Argentina a Capo Verde. L’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) ha avviato un’indagine e ha confermato che almeno uno dei decessi è riconducibile a quel tipo di infezione virale, riporta Attuale.

Dal fine settimana, la nave da crociera Hondius è ancorata al largo di Capo Verde, con un divieto per le persone a bordo di sbarcare, proprio per i timori legati alla sospetta infezione virale. La nave ospita circa 170 passeggeri e 70 membri dell’equipaggio e viene utilizzata frequentemente per crociere polari con partenze da Ushuaia, nell’estremo sud dell’Argentina. Alcuni viaggi comprendono rotte attraverso l’oceano Atlantico, fino a Capo Verde, con fermate intermedie nelle isole Georgia del Sud e Sant’Elena.

Due delle tre persone decedute erano un uomo e una donna, rispettivamente di 69 e 70 anni. L’uomo si era sentito male a bordo durante la traversata ed è deceduto mentre la nave si trovava a Sant’Elena. La moglie è morta in un ospedale in Sudafrica dove era stata trasportata d’urgenza; una terza persona è deceduta a bordo della nave.

I sospetti riguardanti un’infezione da hantavirus sono emersi dopo il ricovero di un altro passeggero a Johannesburg, sempre in Sudafrica, risultato positivo al virus. Il paziente è attualmente in terapia intensiva con gravi problemi respiratori, uno dei sintomi tipici delle infezioni da hantavirus presenti in Sudamerica.

L’OMS sta coordinando le indagini e le attività per far sbarcare e ricoverare le altre persone a bordo della nave che si sono sentite male. L’operazione potrebbe richiedere diverso tempo per ridurre il rischio di ulteriori contagi sia a bordo che dopo lo sbarco.

Esistono circa quaranta specie di hantavirus (Orthohantavirus) e circa la metà di esse è in grado di contagiare gli umani, solitamente attraverso il contatto con feci, urine e saliva di roditori come ratti, topi e arvicole. Le infezioni tra gli esseri umani sono rare e difficili da diagnosticare, particolarmente nelle prime fasi, poiché i sintomi possono essere confusi con quelli di altre malattie più comuni.

I cosiddetti “hantavirus del Vecchio Mondo” sono diffusi in Europa e Asia, causando febbri emorragiche e gravi problemi renali, ma sono meno difficili da trattare rispetto alle infezioni da “hantavirus del Nuovo Mondo”. Le specie di hantavirus presenti nelle Americhe, infatti, causano più frequentemente gravi problemi respiratori, che sono più difficili da trattare e identificare per tempo.

Il periodo di incubazione dopo il contatto può durare da una a otto settimane a seconda dei casi, mentre la progressione della malattia (una volta che si manifestano i sintomi) è solitamente rapida. Questo è particolarmente vero per il virus Andes, che secondo alcuni studi potrebbe essere trasmesso da una persona infetta ad altre, a differenza della maggior parte degli hantavirus, che si diffondono solo tra roditori e umani. La questione è ancora oggetto di dibattito e non ci sono prove conclusive a sostegno della trasmissione interumano.

Per questo motivo, al momento ci sono grandi cautele nelle indagini mediche legate alla Hondius. Se tutti i decessi sono riconducibili a un hantavirus, le persone coinvolte potrebbero essere state contagiate prima di salire a bordo, date le tempistiche di incubazione, oppure potrebbero aver subito il contagio sulla nave a causa della presenza di roditori.

Aggiungi un commento

Your email address will not be published.

Da non perdere