Tragedia in centro a Milano: trovato morto il critico fotografico Maurizio Rebuzzini
Il critico fotografico Maurizio Rebuzzini è stato trovato in fin di vita nel suo ufficio di via Zuretti a Milano mercoledì pomeriggio e, nonostante i soccorsi, è deceduto alle 19.45 al Fatebenefratelli. Un sopralluogo della Scientifica, avvenuto nel corso della giornata di ieri, ha rivelato tracce sospette, spingendo gli investigatori a sospettare un tentativo di eliminazione di prove, riporta Attuale.
Il primo a intervenire è stato il figlio quarantaquattrenne Filippo, allarmato dal fatto che il padre non rispondeva al telefono. Raggiunto nell’area comune del palazzo, ha trovato il genitore sul ballatoio in arresto cardiaco e ha cercato di rianimarlo con l’aiuto di un vicino. La chiamata ai soccorsi è stata effettuata alle 18.42, ma gli sforzi si sono dimostrati vani. All’ospedale, i medici hanno riscontrato segni sul collo debitamente compatibili con lo strangolamento e hanno avvisato le autorità, segnalando una “lesione circonferenziale del collo” accompagnata da «multiple escoriazioni». Questi traumi hanno immediatamente sollevato il sospetto di omicidio, sebbene il responso definitivo arrivi solo dall’autopsia programmata per la prossima settimana.
Le indagini sono sotto la supervisione del pm Maria Cristina Ria. Gli agenti hanno interrogato a lungo Filippo Rebuzzini e hanno acquisito il suo cellulare per rintracciare gli ultimi contatti e verificare le dichiarazioni rilasciate. Filippo ha espresso scetticismo riguardo l’idea che qualcuno possa aver aggredito suo padre: “Non può essere stato aggredito, era amato da tutti”. Raramente si era accennato a conflitti, ma alcune ore prima della morte, un uomo ha denunciato il figlio più giovane di Rebuzzini per atti persecutori e lesioni, portando alla luce episodi di aggressioni fisiche e minacce avvenuti tra l’8 e il 16 settembre, legati a una questione personale.
Le indagini continuano nel tentativo di chiarire le dinamiche dietro la morte dell’amato critico, la cui reputazione fa presagire un possibile movente più complesso. La comunità è in attesa di risposte mentre le autorità lavorano per fare luce su un caso che ha scosso Milano.