Incontro Produttivo tra il Sindaco di New York e Donald Trump
Lunedì, dopo un incontro a porte chiuse nella residenza ufficiale di Manhattan, il sindaco di New York, Zohran Mamdani, ha partecipato a una conferenza stampa congiunta con il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. Il tono cordiale e la vicinanza dei due, unita alla partecipazione non annunciata di Trump, suggeriscono che l’incontro sia stato particolarmente proficuo, riporta Attuale.
Questo è il terzo incontro ufficiale tra Mamdani e Trump da quando il sindaco ha assunto l’incarico: come i precedenti, svoltisi alla Casa Bianca, anche questo si è rivelato molto positivo. La sorprendente intesa tra i due è ancor più evidente, dato che rappresentano posizioni politiche opposte: Mamdani è un esponente della sinistra del Partito Democratico, mentre Trump ha radicalizzato il Partito Repubblicano su diversi temi.
Il sindaco ha condiviso una foto dell’incontro sul suo profilo X, sottolineando che la conversazione era stata produttiva. Alla fine della conferenza stampa, Trump, mantenutosi in secondo piano durante gli interventi di Mamdani, gli ha dato una pacca sulla spalla, un gesto che simboleggia una certa affinità.
Mamdani ha rivelato ai giornalisti che i due hanno discusso di diversi argomenti, inclusi il costo degli affitti a New York e un progetto di sviluppo immobiliare popolare nel Queens, dal quale Trump ha manifestato interesse a supportare. Il sindaco ha elogiato l’influenza storica di Trump nel settore immobiliare di New York.
Un altro tema di grande rilevanza trattato è stato l’immigrazione: Mamdani ha criticato la decisione del governo di non rinnovare le tutele per gli immigrati haitiani negli Stati Uniti, in particolare a New York, dichiarando di avere «opinioni molto forti su come possiamo garantire la sicurezza dei cittadini newyorkesi».
L’atteggiamento conciliatorio di Mamdani fa parte della sua strategia per limitare l’operato dell’ICE, l’agenzia governativa responsabile della migrazione. Tuttavia, secondo il Deportation Data Project, nel mese di luglio l’agenzia ha arrestato 1.576 persone a New York, il numero più alto per un singolo mese dal ritorno di Trump alla presidenza l’anno scorso, quasi il doppio degli 869 arresti registrati ad aprile.
Mamdani ha sottolineato che lui e Trump sono stati aperti riguardo ai temi su cui non concordano. Quando gli è stato chiesto della decisione di Trump di escludere alcuni media dall’accesso alla Casa Bianca, Mamdani ha dichiarato di aver affermato al presidente la necessità di consentire la presenza di tutti i giornalisti: «questo è un principio in cui credo fermamente».
La ragione del comportamento cordiale di Trump nei confronti di Mamdani rimane incerta, se non per cercare un recupero di immagine in un periodo in cui il suo consenso tra la popolazione statunitense è ai minimi storici.
Le visite presidenziali a Gracie Mansion, residenza ufficiale del sindaco di New York, sono eventi rari; quella di Trump segna la prima in assoluto da quando è presidente. L’ultima visita risale al 1981, quando il presidente Reagan ne promosse uno progetto viario.