Trump e Zelensky discutono la pace in Ucraina, con l’Europa come partner chiave
DALLA NSOTRA INVIATA
WASHINGTON – Durante un incontro che ha mostrato un’atmosfera più distesa rispetto al loro precedente colloquio nello Studio Ovale sei mesi fa, il presidente americano Donald Trump e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky hanno affrontato questioni cruciali relative alla fine della guerra in Ucraina, supportati dai leader europei, tra cui il segretario generale della NATO Mark Rutte, la presidente della Commissione europea Ursula Von Der Leyen, la premier italiana Giorgia Meloni, il presidente francese Emmanuel Macron, il leader laburista britannico Keir Starmer, il leader tedesco Friedrich Merz e il primo ministro finlandese Alexander Stubb, riporta Attuale.
Mentre il nostro articolo andava in stampa, i colloqui alla Casa Bianca continuavano, con l’obiettivo di annunciare garanzie di sicurezza per Kiev da parte di alleati europei e americani. Trump ha suggerito il tipo di pace che immagina: ha definito gli europei come “la prima linea di difesa” per Kiev, ma ha ribadito che gli Stati Uniti “saranno coinvolti”. Zelensky, dal canto suo, ha dettagliao le necessità dell’Ucraina, sottolineando l’importanza di un “esercito ucraino forte” e della “formazione e intelligence”. Quando gli è stato chiesto quali garanzie di sicurezza siano necessarie, ha dichiarato: “Tutto”, aggiungendo che ci sarebbe stato “molto aiuto” in materia di sicurezza.
Il tema delle cessioni territoriali è stato oggetto di discussione nella cornice riservata dell’incontro, con foto che mostrano Trump e Zelensky davanti a una mappa. Tuttavia, gli ucraini insistono sul fatto che tali questioni debbano essere trattate in un dialogo trilaterale con Vladimir Putin. Nessuno si aspetta che Zelensky accetti le prime proposte territoriali del presidente russo, ma ci sono discussioni su cosa si possa concedere mentre si mantiene ciò che è critico per l’Ucraina. Questo diventa più gestibile se Zelensky ha chiare garanzie di sicurezza da riportare al suo Paese.
Un punto di attrito tra i leader concerne la questione del cessate il fuoco, considerata da molti leader europei come cruciale per poter negoziare la pace. Il cancelliere tedesco Merz ha affermato che “non riesco a immaginare il prossimo incontro senza un cessate il fuoco”, evidenziando la necessità di esercitare pressione su Putin per ottenere un arresto delle ostilità. Anche se Trump si è dichiarato favorevole all’idea in linea di principio, non la considera essenziale e dubita della disponibilità di Putin ad accettarlo.
Trump ha inoltre espresso l’intenzione di condurre un incontro trilaterale con Zelensky e Putin “tra i sette e i 15 giorni”. Ha chiaramente indicato che le garanzie di sicurezza e il ruolo dell’Europa sono fondamentali per convincere Zelensky a prendere in considerazione concessioni territoriali, che potrebbero risultare complicate a livello politico e costituzionale.
In una recente dichiarazione sui social, Trump ha premuto Zelensky dicendo che potrebbe porre fine alla guerra “quasi immediatamente, se vuole”, ribadendo che non ci sarà restituzione della Crimea né ingresso dell’Ucraina nella NATO.
Durante l’incontro, Trump ha evitato di dire chi avesse “le carte migliori” tra Ucraina e Russia, e ha commentato che la fine del conflitto dipende anche da Putin. Zelensky ha eluso la questione dei territori, rifacendosi alla Costituzione ucraina e sostenendo la possibilità di raggiungere una “soluzione diplomatica”, rimarcando l’importanza delle garanzie di sicurezza. “Chiameremo il presidente Putin dopo questo incontro”, ha affermato Trump.
Attualmente, gli Stati Uniti percepiscono un’energia politica crescente a sostegno degli sforzi per la pace, pur riconoscendo che non ci sarà una soluzione rapida. “Settimane più che mesi”, ha dichiarato una fonte a Fox News, aggiungendo che americani e europei stanno elaborando suggerimenti a Zelensky riguardo ai territori, consapevoli che dovrà riportare questa discussione al suo governo e presentare una controproposta.
Il nodo cruciale rimane se le garanzie statunitensi siano affidabili. Secondo il Wall Street Journal, il miglior scenario per Kiev e i suoi alleati potrebbe essere quello di limitare il controllo russo sulle aree già occupate dalle forze di Putin, che rappresentano circa un quinto dell’Ucraina. La soluzione proposta sembra somigliare a quella della guerra di Corea del 1953, che si concluse con la divisione della penisola. Tuttavia, per Putin, un tale risultato potrebbe apparire un fallimento, in quanto avrebbe il controllo solo sul 20% del territorio ucraino, gran parte del quale risulterebbe in macerie, mentre soldati occidentali proteggerebbero il restante 80%.