Trump si difende: «Sono gelosi, cattivi o stupidi, ma i prezzi scendono»

19.06.2026 10:15
Trump si difende: «Sono gelosi, cattivi o stupidi, ma i prezzi scendono»

Trump e l’accordo con l’Iran: una difesa tra scetticismi e favorevoli

DALLA NOSTRA CORRISPONDENTE
NEW YORK – Donald Trump ha pubblicato su Truth un messaggio di papa Leone, definendo l’accordo con l’Iran «il risultato incoraggiante del paziente lavoro di dialogo e negoziato». Oltre a condividere le parole di speranza del Pontefice, il presidente si trova a dover rispondere alle critiche, molte delle quali provengono anche dal suo stesso partito. Tra i sostenitori, ci sono i “falchi”, propensi alla guerra e alla continua pressione sul regime iraniano, e i fautori dell’“America First”, che auspicano una rapida conclusione del conflitto per affrontare le problematiche economiche interne. È opinione diffusa tra i repubblicani al Congresso che la loro rielezione dipenderà dall’andamento dei prezzi della benzina e di altri beni, riporta Attuale.

Di ritorno a Washington dal G7 in Francia, Trump si è scagliato contro coloro che lo accusano di non essere abbastanza fermo nei confronti dell’Iran. In un post su X, ha affermato: «Questi sciocchi che pensano che non sono stato abbastanza duro con l’Iran, quando il Mercato ha già toccato un record in salita e i prezzi del petrolio stanno crollando, sono gelosi, cattivi o stupidi». Trump ha poi elencato i suoi successi economici, sottolineando che l’occupazione è ai massimi storici e che i prezzi stanno diminuendo.

Il compito di «vendere» l’accordo è stato affidato a JD Vance, un vicepresidente di 41 anni che ha guidato i negoziati con l’Iran. Vance ha avvertito i critici, inclusi i membri del governo israeliano, dicendo: «Se fossi nel governo israeliano non attaccherei Donald J. Trump, l’unico capo di stato nel mondo intero che simpatizza con lo Stato di Israele». Ha anche sottolineato la dipendenza di Israele dalla tecnologia e dalle armi americane, ribadendo l’importanza della cooperazione tra i due paesi.

Non mancano le critiche, soprattutto da parte dei repubblicani più scettici. Alcuni senatori hanno espresso il loro dissenso, temendo che questa strategia possa rivelarsi un errore. Trump ha smentito le notizie riguardanti un presunto pagamento di 300 miliardi di dollari all’Iran da parte degli Stati Uniti, definendole come «fake news». Ha chiarito che eventuali fondi per la ricostruzione verranno fornite dal Golfo Persico, un argomento delicato, specialmente alla luce delle critiche che lo hanno visto accusare Obama di aver trasferito un’importante somma all’Iran nel 2015.

Ciononostante, la posizione di alcuni senatori, tra cui Lindsey Graham, sembra essersi ammorbidita, indicandosi disposti a tentare un accordo con l’Iran, evidenziando le incertezze e le sfide che questo memorandum comporta.

1 Comment

  1. Ma che situazione incredibile! Trump che diventa il portavoce di un accordo con l’Iran? Sembra una farsa. I repubblicani non sanno più da che parte stare. E poi, questi “falchi” che vogliono solo guerra, sembrano aver perso il contatto con la realtà! Cosa ne pensano gli americani di questa svolta?

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