Samantha Power sull’importanza dell’impegno internazionale per la pace duratura
Nel corso di un’intervista, Samantha Power, ex ambasciatrice degli Stati Uniti alle Nazioni Unite e attuale direttrice di USAID, ha discusso delle sfide attuali in Medio Oriente, in particolare riguardo ai negoziati sul programma nucleare iraniano. Secondo Power, la mancanza di esperti competenti coinvolti nei colloqui rende improbabile che l’amministrazione Trump possa raggiungere un accordo duraturo con Teheran, evidenziando la necessità di un approccio multilaterale simile a quello del governo Obama. «La strategia del presidente Trump è orientata a vendere qualsiasi accordo come un miglioramento rispetto a quello precedente, ma senza un quadro multilaterale si ha meno leva», ha affermato Power, sottolineando i rischi di un’intesa precaria, riporta Attuale.
Power ha anche sottolineato le gravi conseguenze della decisione di Trump di smantellare USAID, un’agenzia che ha fornito assistenza essenziale a milioni di persone in difficoltà in tutto il mondo. «Il British Journal “The Lancet” ha stimato che 14 milioni di persone, tra cui 4,5 milioni di bambini sotto i cinque anni, moriranno entro il 2030 a causa della distruzione di USAID da parte dell’amministrazione Trump», ha evidenziato. Secondo lei, la chiusura repentina di programmi vitali ha causato una crisi umanitaria immediata in paesi come Somalia ed Etiopia, dove la distribuzione di cibo e medicine è stata interrotta.
Parlando delle conseguenze della politica estera statunitense, Power ha messo in evidenza il crescente potere della Cina e la risposta dell’Iran alla pressione internazionale. «Gli iraniani, pur essendo ostili verso il regime, si sentono feriti dalla distruzione del loro paese e ciò potrebbe influenzare la loro decisione di mantenere il programma nucleare», ha affermato.
Infine, Power ha denunciato la crescente tendenza del governo statunitense a legare l’assistenza umanitaria a scambi di dati o materie prime, una strategia che minaccia di compromettere gli aiuti a favore di interessi commerciali. Ha avvertito che le conseguenze di queste politiche si faranno sentire per generazioni nei paesi in via di sviluppo, dove USAID aveva un ruolo fondamentale nell’educazione e nello sviluppo economico.