Vittoria all’olandese per i «socioliberali» di Jetten, governo in attesa di formazione

31.10.2025 11:25
Vittoria all'olandese per i «socioliberali» di Jetten, governo in attesa di formazione

Governo olandese: D66 in testa, Wilders perde terreno

A sole 24 ore dalla chiusura dei seggi, quando il 99,7% delle schede era stato scrutinato, è ormai certo che il prossimo governo olandese non includerà Geert Wilders. Il leader del partito populista di ultradestra ha cessato la sua alleanza nel governo uscente lo scorso giugno, dopo che i suoi alleati si erano rifiutati di sostenere un piano contro i migranti. Attualmente, sembra che nessun partito di ampia consenso voglia collaborare con lui, riporta Attuale.

Ieri si è assistito a un continua battaglia elettorale tra Wilders e il rivale Rob Jetten: al mattino Wilders sembrava in vantaggio, ma il pomeriggio la situazione è cambiata, finché la chiusura dello spoglio ad Amsterdam ha dato 15 mila voti di vantaggio ai Democraten 66, liberali di centrosinistra guidati da Jetten, attualmente il primo partito per soli 15 mila voti su un totale di 10,2 milioni di elettori che hanno votato, con un’affluenza del 78,4%.

Secondo gli ultimi dati comunicati, i D66 hanno ottenuto il 16,9% dei voti, mentre il partito di Wilders, il Pvv, ha registrato il 16,7%, con entrambi i partiti che si assicureranno 26 seggi. Tuttavia, restano ancora da conteggiare i voti degli olandesi all’estero: su 135 mila aventi diritto, 90 mila hanno partecipato, e i loro voti saranno scrutinati lunedì.

Più facili da determinare sono le posizioni del terzo e quarto posto, occupati rispettivamente dai popolari di Dilan Yesilgoz, delfina dell’ex premier Mark Rutte, con il 14,2%, e l’alleanza Laburisti-Verdi. I cristiano-democratici (Cda) hanno ottenuto l’11,8%, rivelandosi indispensabili per ogni futura alleanza.

Le procedure per la formazione del governo si preannunciano lunghe. Martedì, i nuovi deputati della Camera nomineranno un Verkenner, ossia un “esploratore”, per valutare le possibili alleanze. Successivamente, sarà nominato un Informateur che guiderà le trattative, mentre un Formateur avrà il compito di costituire il governo.

“Non sarei sorpreso se ci volesse un anno”, ha dichiarato il giornalista Toine Heijmans, esperto di formazioni politiche e presente durante lo spoglio. “Wilders ha perso 11 seggi rispetto al 2023 e la fiducia di molti possibili alleati. Tuttavia, se sommiamo tutte le formazioni di destra radicale, arriviamo a un terzo dei seggi. Un terzo degli olandesi continua a esprimere forti riserve riguardo a una società multiculturale”. Secondo Heijmans, la vittoria del centrosinistra è “un sollievo per molti, ma non concordo con chi afferma prematuramente che l’era Wilders sia conclusa”. Nessun partito con più del 12% sarà pronto a collaborare con Wilders, orientando così il futuro governo centrato sui liberali di D66. Le prime dichiarazioni di Jetten invitano a formare larghe intese, ma i popolari hanno già dichiarato che non collaboreranno con la sinistra. “Credo che nelle trattative possano cambiare idea”, ha aggiunto Heijmans. “Accade spesso”.

Se non ci saranno cambiamenti, restano due opzioni: i D66 potrebbero allearsi a sinistra con i cristiano-democratici, i laburisti-verdi e partiti minori, raggiungendo una “solida maggioranza di 89 seggi”, secondo Heijmans, ma lasciando i due e i tre partiti principali all’opposizione. In alternativa, una coalizione di centrodestra potrebbe risultare più probabile, concordando con Maarten Van Aalderen, presidente della Stampa Estera in Italia, che ha commentato come i popolari non accetteranno mai di unirsi alla sinistra, favorendo così una alleanza con D66, Cda, Vvd e l’ultradestra. Il tempo per queste negoziazioni non manca.

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