Washington revoca le sanzioni su Belavia

12.09.2025 11:00
Washington revoca le sanzioni su Belavia
Washington revoca le sanzioni su Belavia

Gli Stati Uniti hanno revocato le sanzioni imposte alla compagnia aerea di Stato bielorussa Belavia. La decisione è stata annunciata l’11 settembre 2025 a Minsk dal rappresentante speciale del presidente Donald Trump, John Cole, durante un incontro con Aleksandr Lukashenko. Secondo Cole, la scelta è stata presa direttamente dal presidente, che avrebbe ordinato di “farlo immediatamente”. Contestualmente, le autorità bielorusse hanno liberato 52 prigionieri politici, tra cui il leader dell’opposizione Nikolaj Statkevič. L’agenzia statale BELTA ha confermato che Cole ha consegnato a Lukashenko anche un messaggio personale di auguri di compleanno da parte di Trump e un paio di gemelli con l’immagine della Casa Bianca.

Minsk cerca margini di manovra tra Russia e Occidente

Dal 2021 Belavia non può sorvolare lo spazio aereo europeo a seguito della forzata atterraggio a Minsk di un volo Ryanair diretto da Atene a Vilnius, che portò all’arresto del dissidente Roman Protasevič. Le sanzioni americane erano in vigore dall’agosto 2023, mentre quelle dell’Unione europea risalgono a dicembre 2021, quando Bruxelles accusò la compagnia di aver contribuito alla crisi migratoria ai confini orientali. Nonostante la dipendenza politica ed economica da Mosca, Lukashenko sta cercando di aprire canali verso l’Occidente. La cooperazione con la Cina non compensa l’influenza russa, e per Minsk il dialogo con Washington rappresenta un’opportunità per ampliare lo spazio diplomatico.

La liberazione dei prigionieri come strumento negoziale

Il rilascio dei 52 detenuti conferma una tattica già collaudata: concedere aperture simboliche senza modificare la struttura repressiva interna. Restano infatti oltre mille prigionieri politici. La mossa consente a Lukashenko di ottenere concessioni senza rinunciare al controllo del potere. Allo stesso tempo, il gesto viene utilizzato come segnale verso l’esterno, presentandosi come prova di volontà di dialogo. L’attenzione si concentra sul bilanciamento tra concessioni tattiche e la permanenza di un apparato autoritario.

Effetti per Stati Uniti, Bielorussia e Unione europea

Per Washington, la scelta potrebbe avere più significati: ridurre la presa di Mosca sulla Bielorussia, rafforzare la capacità negoziale con il Cremlino e inserire Minsk in un più ampio disegno di riallineamento geopolitico. Per Lukashenko, la revoca delle sanzioni americane e la prospettiva di un ritorno dell’ambasciata statunitense a Minsk offrono strumenti di propaganda interna, dimostrando un presunto indebolimento delle pressioni occidentali. Tuttavia, l’atto resta soprattutto simbolico, poiché la vera limitazione per Belavia rimane il divieto di accesso allo spazio aereo europeo.

L’Unione europea, di fronte alla mossa americana, si trova ora in una posizione complessa: da un lato, la scelta di Washington mina l’unità del fronte occidentale contro il regime bielorusso; dall’altro, costringe Bruxelles a decidere se seguire la strada del dialogo oppure mantenere una linea di isolamento.

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