Zuppi respinge il limite degli stranieri nelle scuole italiane: “Nessuno sia escluso”

21.09.2026 20:45
Zuppi respinge il limite degli stranieri nelle scuole italiane: "Nessuno sia escluso"

Rifiuto della Cei alla Proposta di Limite per Studenti Stranieri

Il tetto al numero di bambini stranieri nelle classi italiane suscita una netta opposizione da parte dei vescovi. Il presidente della Conferenza episcopale italiana, il cardinale Matteo Zuppi, ha risposto indirettamente al disegno di legge presentato dalla premier Giorgia Meloni, ieri a Roma durante l’evento di Fenix, la festa di Gioventù Nazionale, movimento giovanile di Fratelli d’Italia, riporta Attuale.

Durante il Consiglio permanente della Cei, Zuppi ha affermato: “Non possiamo accettare che il luogo di nascita, la condizione economica, fisica o il contesto sociale determinino le opportunità di apprendimento di un ragazzo”. Ha sottolineato l’importanza di una scuola autenticamente inclusiva come strumento di giustizia e pace, augurando che “le nostre scuole siano luoghi in cui nessuno si senta escluso”.

Il presidente della Cei ha anche sollecitato un dibattito parlamentare sul fine vita, escludendo strumentalizzazioni. In un contesto internazionale preoccupante, ha bocciato la corsa al riarmo, evidenziando che “la guerra non è un mezzo legittimo di politica internazionale”, in contrapposizione all’approccio di San Francesco, noto per la sua capacità di negoziare.

La misura proposta dal governo Meloni, riguardante la distribuzione degli studenti stranieri, potrebbe essere esaminata in consiglio dei ministri già venerdì. L’obiettivo è quello di trasformare in legge ordinaria un limite già stabilito da una circolare ministeriale del 2010 (circolare Gelmini), la quale prevede ampie deroghe. L’esecutivo intende fissare un limite massimo del 30% di alunni stranieri per classe, escludendo gli studenti con passaporto dell’Unione europea e quelli di seconda generazione che parlano correttamente italiano.

1 Comment

  1. Che schifo! Un limite del 30% per gli studenti stranieri, ma non si potrebbe pensare a come integrare meglio questi ragazzi? Le scuole dovrebbero essere luoghi di accoglienza, non di esclusione. Siamo davvero così indifferenti?

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