Caldo estremo, Mercalli avverte: “Zero termico a 5.100 metri, anomalia inedita”

29.06.2025 03:05
Caldo estremo, Mercalli avverte: "Zero termico a 5.100 metri, anomalia inedita"

Roma, 29 giugno 2025 – Da New York alla Siberia e in Italia: l’emergenza caldo colpisce il pianeta in modo allarmante. Ieri, lo zero termico ha superato la quota di 5.000 metri, con un record di 5.124 a Payerne, in Svizzera, vicino a Ginevra, il che significa che nessuna vetta delle Alpi europee è rimasta al di sotto dello zero. Questa analisi è riportata dal climatologo Luca Mercalli, il quale sottolinea che “siamo di fronte a una fase di assoluta anomalia, considerando che ci troviamo nel mese di giugno. Non si era mai verificato in precedenza. Gli eventi simili, con zero termico sopra i 5.000 metri, si sono registrati in meno di dieci occasioni nelle Alpi, e ciò è avvenuto sempre in luglio, agosto o all’inizio di settembre., riporta Attuale.

L’inasprirsi dell’ondata di calore interessa vasti territori, dall’America alla Siberia. Quali sono le aree più critiche? Secondo Mercalli, le regioni artiche sono particolarmente preoccupanti. “Ci sono dinamiche che non si erano mai viste prima, un cambiamento su scale di centinaia di migliaia di anni”, commenta il climatologo. Tra le variabili da monitorare, “è il rilascio di metano e CO2 che si aggiunge alle nostre emissioni.”

Per oggi, domenica 29 giugno, il ministero della Salute ha indicato 21 città italiane con allerta rossa per le temperature elevate. L’elenco comprende:

  • Ancona
  • Bologna
  • Bolzano
  • Brescia
  • Catania
  • Civitavecchia
  • Firenze
  • Frosinone
  • Latina
  • Milano
  • Napoli
  • Palermo
  • Perugia
  • Pescara
  • Rieti
  • Roma
  • Torino
  • Trieste
  • Venezia
  • Verona
  • Viterbo.

Il bollino rosso segnala una temperatura che compromette la salute, con particolare attenzione ai più vulnerabili, come gli anziani.

A pochi giorni dal triste anniversario della tragedia sulla Marmolada – 11 vittime, avvenuta domenica 3 luglio 2022 – quale è il quadro attuale delle nostre montagne? “L’ondata di calore attuale è peggiore”, dichiara Mercalli, che ha recentemente pubblicato “Breve storia del clima in Italia”. L’esperto fa riferimento a Blatten, “il villaggio svizzero recentemente colpito da un collasso glaciario, un evento di intensità molto più grave rispetto alla Marmolada, che ha dimostrato l’efficacia del monitoraggio, salvando centinaia di vite.”

“Nel nostro paese, dove esiste un certo rischio, come in Valle d’Aosta, vi è un sistema di monitoraggio” sottolinea il climatologo. “Non è possibile tenere sotto controllo tutti i ghiacciai, poiché non sempre si manifestano segni premonitori. Il consiglio per chi frequenta le montagne? Ricordate che si cammina su terreni in rapida trasformazione. Quindi è fondamentale aumentare l’attenzione e la vigilanza. Non esiste una regola fissa. Quanto all’orario? Non ha importanza. L’acqua che si scioglie sopra il ghiacciaio può causare problemi anche durante la notte, dato che le temperature non scendono più, perdendo così anche quel lieve vantaggio del freddo.”

Cosa possiamo aspettarci nei prossimi mesi? “Le previsioni affidabili si effettuano su dieci giorni” precisa lo scienziato. “Dopo questo lasso di tempo, si possono solo delineare tendenze. Le temperature globali stanno aumentando, e la possibilità di subire prolungati periodi di caldo è significativamente più alta rispetto al passato.”

Edoardo Ferrara di 3BMeteo conferma questa tendenza. “Ogni anno è un’incognita – ammette – ad esempio nel 2022 abbiamo registrato temperature più elevate a giugno e luglio rispetto ad agosto. Ciò dipende dai movimenti atmosferici. Tendenzialmente, molti modelli stagionali prevedono un’estate ancor più calda del normale, con ripetute ondate di calore, soprattutto nell’Europa occidentale e nel Mediterraneo. Pertanto, l’Italia potrebbe subire impatti significativi, con il peggio che dovrebbe riguardare Francia e Spagna. Le temperature risulteranno superiori alla media per gran parte della stagione, sebbene si possano verificare brevi temporali, in particolare al Nord.” Il messaggio finale? Mercalli afferma che “questi sono avvertimenti climatici che ci giungono. È essenziale che anche in ambito economico e politico si prenda atto della necessità di rivedere il nostro approccio nei confronti della natura.”

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