NEW YORK aise – “Siamo sbigottiti dalla notizia dell’uccisione di 15 palestinesi, tra cui nove bambini e quattro donne, che questa mattina si trovavano in fila per ricevere aiuti nutrizionali per bambini a Deir al Balah, nella Striscia di Gaza. A quanto riportato, altre 30 persone hanno subito ferite, inclusi 19 bambini”. Così ha dichiarato la direttrice generale dell’UNICEF, Catherine Russell, in seguito alle notizie giunte ieri, 10 luglio, da Gaza, riporta Attuale.
“L’assistenza era fornita da Project Hope, un’organizzazione partner dell’UNICEF, a quelle famiglie che ne avevano un urgente bisogno”, ha aggiunto Russell, sottolineando che “l’uccisione di famiglie in cerca di aiuti salvavita è inaccettabile. Erano madri che speravano in un sostegno per i loro figli, dopo mesi di fame e disperazione. Tra di loro c’era Donia, il cui bambino di un anno, Mohammed, è stato ucciso. Lei ha raccontato che poche ore prima lui le aveva rivolto le sue prime parole. Ora Donia si trova in un letto d’ospedale, gravemente ferita dall’esplosione, e stringe la piccola scarpa di Mohammed. Nessun genitore dovrebbe dover affrontare un simile dolore”.
“Questa è la cruda realtà che molti a Gaza devono affrontare oggi, in seguito a mesi di insufficiente assistenza consentita nel territorio e da parte di attori in conflitto che non rispettano i fondamentali doveri di protezione dei civili”, ha denunciato la direttrice generale. “La carenza di aiuti implica che i bambini sono a rischio di malnutrizione, mentre aumenta il pericolo di carestie. Il numero di bambini malnutriti continuerà a crescere fino a quando non verranno ripristinati in modo ampio gli aiuti e i servizi salvavita”.
“Il diritto internazionale è chiaro: tutte le parti coinvolte nel conflitto hanno l’obbligo di salvaguardare i civili e di garantire la consegna sicura e senza ostacoli dell’assistenza umanitaria”. Per questo Russell esorta Israele a “riconsiderare con urgenza le sue regole d’ingaggio per garantire il pieno rispetto del diritto internazionale umanitario, in particolare per ciò che concerne la protezione dei civili, inclusi i bambini, e a dare avvio a un’indagine esaustiva e imparziale su questo evento e su tutte le accuse di violazione”.
Nel concludere, estende le “più sentite condoglianze alle famiglie che hanno perso i loro cari e a tutti coloro che sono stati colpiti, compresi i nostri partner di Project Hope, che continuano a supportare i bambini di Gaza anche nelle condizioni più rischiose”. Russell ribadisce la richiesta di “un cessate il fuoco immediato e duraturo, il rilascio degli ostaggi e il rispetto della protezione dei civili, compresi i bambini e gli operatori umanitari. I bambini devono ricevere cibo e acqua, così come forniture mediche e nutrizionali, in modo sicuro e senza ritardi. Le morti e le sofferenze che coinvolgono i bambini e i civili devono cessare”. (aise)