La Situazione degli Stabilimenti Balneari a Mondello
(Agenzia Vista) Palermo, 21 luglio 2025. “Siamo stati a Mondello per denunciare la follia della situazione degli stabilimenti balneari, dove da 116 anni le spiagge sono gestite da una società, nonostante secondo una recente sentenza della Corte Costituzionale le concessioni sarebbero scadute: un business superiore ai 4 milioni di euro annui e un canone irrisorio di poco più di 50.000 euro versato allo Stato”, riporta Attuale.
Il Presidente di +Europa e Radicali, Matteo Hallissey, insieme al leader di ControCorrente e deputato regionale, Ismaele La Vardera, ha condiviso sui social un video che documenta un’incredibile aggressione subita da parte di diversi operatori balneari. “Abbiamo trovato – continuano – i lettini vuoti, con i cittadini esasperati dalla situazione, ammassati nei pochi metri di spiaggia a disposizione, dato l’alto costo di accesso agli stabilimenti”.
Questa situazione è ulteriormente aggravata dalla presenza di tornelli e recinzioni che limitano l’accesso al mare. I balneari, si lamentano Hallissey e La Vardera, hanno persino aggredito verbalmente il gruppo e hanno minacciato di rompere un ombrellone piantato simbolicamente in segno di protesta.
Le tensioni a Mondello non sono nuove. Le concessioni degli stabilimenti balneari sono state sempre fonte di controversie, sotto i riflettori sia per le questioni legate alla legalità delle stesse sia per l’evidente squilibrio tra i profitti gestionali e i canoni versati allo Stato. La questione ha attirato l’attenzione di molti, e fa parte di un dibattito più ampio sulle normative che regolano l’affitto delle spiagge e il loro accesso.
Negli ultimi anni, il tema della privatizzazione delle spiagge pubbliche è diventato sempre più scottante, in particolare in una società in cui l’accesso a beni comuni e spazi pubblici è spesso regolato da interessi privati. L’idea che i cittadini debbano pagare per accedere alla spiaggia, un patrimonio comune, ha generato proteste e richieste di trasparenza e riforma. Le recenti manifestazioni sono solo un esempio di come i cittadini stiano alzando la voce contro una gestione considerata ingiusta e non conforme agli interessi collettivi.
La questione non si limita a Mondello, ma si estende lungo tutta la costa italiana, dove sono stati segnalati problemi simili. L’attenzione degli organi di stampa e delle autorità competenti è fondamentale per apportare cambiamenti significativi nelle normative vigenti e garantire un accesso equo e democratico alle spiagge per tutti.
In questo contesto, è imperativo che le autorità ascoltino le richieste dei cittadini e rivedano le concessioni in corso. Solo attraverso un dialogo aperto e un’azione concertata si potrà sperare di ripristinare la giustizia sull’accesso alle spiagge e garantire che queste rimangano accessibili a tutti, piuttosto che trasformarsi in un’esclusiva per pochi.