L’addio a Salam e la sorte incerta di Ahlam rappresentano solo alcune delle storie drammatiche provenienti dalla Striscia di Gaza, dove la guerra ha colpito senza pietà. Le conseguenze di questo conflitto si riflettono soprattutto sui più vulnerabili, i bambini. Anche in questo contesto così difficile, l’UNRWA continua a documentare la realtà straziante attraverso i racconti di chi vive in mezzo a queste atrocità, riporta Attuale.
Recentemente, ho ricordato Adam più che mai. I nostri destini si incrociarono anni fa ad Hodeidah, una città portuale nello Yemen, mentre era sotto assedio. In un reparto pediatrico particolarmente mal messo, trovai Adam, un bambino di dieci anni, che pesava poco più di 10 kg e non riusciva né a parlare né a piangere. La sua vita svanì in pochi giorni a causa di una terribile malnutrizione.
Il ricordo di Ali
Due anni dopo, una collega, Hanaa, mi contattò dalla Siria in un momento drammatico. In lacrime, mi informò della morte di Ali, un ragazzo di sedici anni, colpito dalla stessa malnutrizione allarmante in un’altra città assediata. Il mio superiore, un epidemiologo, sottolineò che la morte di un sedicenne a causa della carenza di cibo illustrava chiaramente la tragica situazione della regione. Allo stesso modo, in Yemen, durante un’epidemia di colera, molti ragazzi lottavano per la sopravvivenza: i loro corpi scheletrici non riuscivano nemmeno a girarsi nei letti dell’ospedale.
Immagini choc
Le memorie di Adam e Ali erano state rimosse nella mia mente ma sono riemerse di recente con l’arrivo di immagini preoccupanti da Gaza. Le équipe sul campo hanno inviato foto di bambini affetti da malnutrizione in crescita esponenziale. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, oltre 50 bambini hanno perso la vita a causa della malnutrizione dall’inizio dell’assedio il 2 marzo, mentre l’UNRWA ha eseguito screening su più di 242.000 bambini in tutta la Striscia.
L’addio a Salam, il destino incerto di Ahlam
A Gaza, un bambino su dieci è affetto da malnutrizione. Ahlam, di soli sette mesi, vive una vita di sfollamenti continui, ogni mese alla ricerca di sicurezza. La sua salute è gravemente compromessa e come tanti altri bambini, il suo sistema immunitario è stato ulteriormente alterato da questo contesto di violenza e scarsità di risorse. Ahlam ha bisogno di cure, ma le forniture terapeutiche sono scarse. L’assedio imposto dalle autorità israeliane ha bloccato l’ingresso di cibo e beni fondamentali, rendendo la situazione drammatica. Recentemente, Salam, un’altra bimba malnutrita, è purtroppo deceduta dopo che era troppo tardi per ricevere assistenza.
Madri in lacrime, lo sguardo perso nell’abisso
La tragedia continua: otto bambini, in attesa di sostegno terapeutico per la malnutrizione, sono stati uccisi in un attacco alle forze israeliane nella clinica dove cercavano aiuto. Una mia collega, passando di lì poco dopo, ha descritto le madri in lacrime, con lo sguardo nel vuoto, inermi di fronte all’inevitabile. Perché i bambini devono morire di malnutrizione nel XXI secolo? Con oltre 6.000 camion di aiuti umanitari fermo, l’UNRWA è in attesa di permessi per poter alleviare le sofferenze di bambini come Ahlam. In un contesto atroce come quello di Gaza, il nostro pensiero va a quante altre Ahlam e Salam dovranno ancora soffrire prima di vedere un cambiamento. Quando arriverà un cessate il fuoco affinché la violenza possa fermarsi e i bambini possano finalmente avere accesso ai beni di prima necessità?