Il Malcontento Popolare sulle Tasse in Francia
DALLA NOSTRA INVIATA
PARIGI – Nicolas, il giovane trentenne di una città francese, si trova in difficoltà, schiacciato da imposte onerose e da un sistema statalista che sembra favorire chi non lavora, come gli immigrati e i pensionati. Questo personaggio, purtroppo inesistente, incarna il malessere di molti, e il movimento a lui dedicato, «Nicolas qui paie», è emerso come una reazione popolare contro la gestione delle tasse nel paese, riporta Attuale.
Il fenomeno di Nicolas è una creazione dell’extrema destra, il cui supporto cresce rapidamente. I suoi sostenitori lo paragonano a «paga Pantalone», una proverbiale frase italiana. Questo Nicolas, sposato con una «Julie qui paie», è visto come il simbolo delle piccole e medie imprese schiacciate dalla pressione fiscale, mentre l’elite politica sembra ignorare le sue difficoltà.
La popolarità di questo slogan è stata rilanciata in Parlamento a fine luglio dal deputato Gérault Verny, un esponente dell’Unione delle destre per la Repubblica, da sempre attivo nel suo sostegno a politiche estremiste. Verny ha dichiarato: «Ogni mese, è Nicola che paga», avvertendo l’opinione pubblica del crescente malcontento popolare.
Lo slogan ha guadagnato popolarità sui social media, in particolare tramite il profilo X @NicolasQuiPaie, che ha attirato 73.000 follower e generato un mezzo milione di post correlati. La situazione non è passata inosservata a livello statale, generando un crescente nervosismo tra le autorità.
Un consigliere dell’Eliseo ha riferito al media europeo «Politico» che il governo sta monitorando attentamente il movimento, preoccupato che questa frustrazione possa sfociare in sommosse simili a quelle dei gilet gialli. Infatti, il premier François Bayrou ha annullato le ferie per concentrarsi su una manovra da 40 miliardi di euro in tagli, che prevede misure drastiche come l’eliminazione di giorni festivi e un inasprimento delle indennità di disoccupazione, con l’obiettivo di risparmiare 4 miliardi all’anno.
Il rischio è di un’altra ondata di proteste che potrebbe colpire la Francia il 10 settembre, in una manifestazione già prevista che vedrà diversi gruppi uniti contro il governo. Tutti, dai vecchi attivisti ai movimenti di destra e sinistra, sono pronti a scendere in piazza per contrastare una manovra finanziaria che promette di essere estremamente complicata. La tenuta del governo, ora più che mai, è in bilico.
La situazione in Francia è davvero incredibile! È assurdo come il governo non si accorga delle difficoltà delle piccole imprese. Perché si continua a tassare chi lavora duro mentre si fa finta di nulla con chi non contribuisce? La gente ha ragione a essere delusa e arrabbiata, e il rischio di proteste è molto alto… È un film che abbiamo già visto!