Come il femminicidio è stato inserito nel codice penale italiano: analisi della proposta di legge del governo Meloni

05.09.2025 15:45
Come il femminicidio è stato inserito nel codice penale italiano: analisi della proposta di legge del governo Meloni

Femminicidio: la nuova legge italiana e il dibattito internazionale

A marzo, in seguito all’iniziativa del governo di Giorgia Meloni, è stato presentato un disegno di legge per l’introduzione del reato di femminicidio nel codice penale. Dopo l’approvazione al Senato a luglio, la proposta è ancora in attesa di essere discussa dalla Camera. Fin dal suo annuncio, la questione ha suscitato un ampio dibattito, similmente a quanto accaduto in altri Stati. Al centro del confronto vi è l’opportunità di introdurre un reato di questo tipo, con alcuni movimenti femministi e associazioni che sostengono che la lotta alla violenza maschile contro le donne richieda non solo nuove leggi, ma anche educazione e trasformazioni sociali profonde, riporta Attuale.

In Europa, solo Cipro, Malta e Croazia hanno implementato leggi specifiche per punire il femminicidio, approvate tra il 2022 e il 2024. Al di fuori dell’Europa, la maggior parte degli Stati latinoamericani prevede già il femminicidio nel proprio ordinamento penale, con leggi che sono spesso il risultato di lunghi percorsi sociali guidati da femministi e organizzazioni per i diritti umani.

Le origini di questo concetto risalgono agli anni ’70, con la prima manifestazione politica internazionale di sole donne al Tribunale di Bruxelles. La sociologa Diana E.H. Russell, in quell’occasione, utilizzò per la prima volta il termine “femmicidio” per descrivere gli omicidi di donne, riconducendoli a un’ampia prospettiva violenta e strutturale. Nel 1989, l’omicidio di quattordici studentesse a Montréal da parte di Marc Lépine fece esplodere la discussione sulla violenza di genere, evidenziando la natura politica di tali crimini.

Il dibattito è continuato negli anni ’90, anche in seguito ai femmicidi avvenuti a Ciudad Juárez, in Messico, dove centinaia di donne sono state rapite e uccise. Le organizzazioni locali hanno catalizzato l’attenzione su queste violenze, portando infine all’adozione di leggi specifiche. Il governo messicano, dopo il caso “Campo Algodonero”, è stato condannato dalla Corte interamericana dei diritti umani nel 2009 per il mancato rispetto dei diritti fondamentali delle donne.

Marcela Lagarde, deputata e teorica del femminicidio, ha ampliato il significato del termine, includendo tutte le forme di violenza contro le donne e sottolineando il ruolo della violenza istituzionale. La sua workha portato all’adozione della Ley General de Acceso de las Mujeres a una Vida Libre de Violencia nel 2007, definendo il femminicidio come la forma più estrema di violenza di genere.

L’analisi di Emanuele Corn sul femminicidio in America Latina mette in evidenza come il dibattito si sia evoluto per includere la responsabilità delle istituzioni. Molti dei paesi dell’America Latina, come Costa Rica, Guatemala e Cile, hanno implementato leggi sul femminicidio, ma nonostante queste misure, i dati mostrano che i tassi di femminicidi non sono diminuiti.

In Europa, paesi come Cipro, Malta e Croazia hanno adottato normative specifiche, mentre in Belgio una nuova legge si concentra sulla prevenzione e la raccolta di dati dettagliati per affrontare il problema. Questa legislazione riconosce i diritti delle vittime e promuove la formazione degli operatori coinvolti.

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