Milano, 25mila manifestanti in piazza contro sgombero Leoncavallo e governo Meloni

07.09.2025 06:15
Milano, 25mila manifestanti in piazza contro sgombero Leoncavallo e governo Meloni

Proteste a Milano contro lo sgombero del Leoncavallo: circa 25mila manifestanti in azione

Circa 25mila manifestanti hanno sfilato ieri pomeriggio a Milano, partendo da Porta Venezia, per protestare contro lo sgombero del Leoncavallo avvenuto lo scorso 21 agosto. Questo centro sociale, occupato da 31 anni, ha visto una serie di eventi tumultuosi due settimane dopo l’operazione delle forze dell’ordine. La manifestazione, che si intitola “Giù le mani dalla città”, si dirige contro il governo Meloni e in particolare contro il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, responsabile dello sgombero, mentre il Comune e il Leoncavallo erano in trattativa per una nuova sede. La protesta è riportata da Attuale.

Il corteo è proseguito in maniera pacifica, eccetto per un breve momento di tensione, quando un gruppo ha lanciato uova e petardi contro le forze dell’ordine in servizio presso la Prefettura di corso Monforte. La premier Giorgia Meloni ha condannato gli insulti rivolti a Piantedosi, affermando che non fermeranno il lavoro del governo per combattere le zone franche. Anche il presidente del Senato, Ignazio La Russa, ha definito i disordini come “inaccettabili”, esortando tutti a prendere le distanze. Il vicepremier Matteo Salvini ha aggiunto: “Eccoli gli amici di Sala e della sinistra. Che vergogna!”.

Nonostante i momenti di tensione, la manifestazione ha continuato. Sorprendentemente, gli slogan principali non erano diretti né al governo né al sindaco Sala, ma al milionario Manfredi Catella. Questo è dovuto al fatto che un primo corteo, partito da Piazza Duca d’Aosta, ha occupato pacificamente il cantiere del Pirellino, oggetto di attenzione da parte della Procura, la quale ha avviato indagini a metà luglio, portando a richieste di arresto, compresa quella di Catella, che in seguito è tornato libero dopo gli arresti domiciliari. Catella ha risposto con una nota severa, denunciando le azioni degli antagonisti come rappresentative di un “nuovo modello Milano” che distorce la democrazia urbanistica. La risposta del segretario del Pd milanese, Capelli, è stata rapida, criticando Catella e affermando che “al futuro della città penserà la politica”.

1 Comment

  1. Incredibile come un gruppo così grande possa unirsi per difendere uno spazio che rappresenta tanto per Milano. Le tensioni non mancano mai, però è triste vedere come la politica non ascolta i bisogni dei cittadini. Ma insomma, questi disordini non fanno che allontanare il dialogo. Mah…

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